in foto: Carmelo Ezpleta e Valentino Rossi

Con la vittoria in Olanda, Valentino Rossi ha riaperto un mondiale che nelle prime otto gare ha visto cinque vincitori diversi, rompendo un digiuno che durava dalla gara di Barcellona del 2016. Ma come spesso accade dopo una sua vittoria, il ritornello dei detrattori già pronti a festeggiare il suo tramonto si ripete, dimenticando che questi pensieri sono gli stessi fatti nelle ultime tre stagioni che il campione di Tavullia ha comunque chiuso sempre da vicecampione del mondo.

Ezpeleta: "Il ritiro di Valentino? Ha solo 38 anni"

Sulle ali dell’entusiasmo per il suo decimo successo ad Assen, il campione di Tavullia è tornato a parlare dei programmi del futuro e pronunciato quelle parole che tutti i suoi fan aspettavano. “Se sarò ancora capace di vincere, potrei continuare anche dopo il 2018” ha detto, lasciando intendere che il contratto biennale firmato con con la Yamaha all’inizio della passata stagione non sia l’ultimo di un’incredibile carriera. Sulla questione è stato interrogato anche Carmelo Ezpeleta che analizzata la prima parte di stagione, ha messo i punti sulle i di un eventuale ritiro del Dottore al termine della prossima stagione.

Recentemente mi è stato chiesto se sapessi quando Rossi si ritirerà Rossi… ma come si fa a dire una cosa del genere finché ottiene ancora questi risultati? Non c’è ancora niente di sicuro. Né lui è venuto a chiedermi una squadra – ammette Ezpeleta, riferendosi alla possibilità che il pesarese possa schierare un team in MotoGP dopo le squadre al via in Moto3 e Moto2 – né sono andato io gli ho detto niente. Questo signore è uno dei leader del campionato e noi non guardiamo la carta d’identità. A volte le persone sono ossessionate da questo pensiero – ha detto in una lugna intervista ad AS – E poi, 38 anni non sono niente. Io ho 70 anni e sono ancora qui. Rossi è in un grande momento e come si è visto anche in Francia è caduto per non mollare, perché vuole diventare campione del mondo.

Quanto alla nuova stagione, il ceo di Dorna si è detto soddisfatto del grande livello di competitività: “Penso sia il campionato MotoGp più emozionante e bello che sia mai esistito, perché ci sono molte più variavili rispetto agli altri anni. Ad esempio c’è l’Aprilia che è lì e se non fosse che soffre ancora rotture… e la KTM che è più vicina di quanto non lo sia stata alcun team factory nuovo arrivato. Suzuki indietro? È perché stanno lavorando con un solo pilota, per l’infortunio di Rins. Avrebbero bisogno di un team satellite per avere un altro riferimento. Basta guardare la Honda con Crutchlow e la Yamaha con Folger e Zarco, o la Ducati con Petrucci. Il campionato è al suo meglio da quando siamo arrivati nel 1992 e spero che arrivino ancora momenti migliori”. Impossibile non aprire un capitolo sulla Michelin alla sua seconda stagione da fornitore unico delle gomme della classe regina: “Arriviamo da un lungo periodo con Bridgestone che ha fornito gomme anteriori e posteriori formidabili. Con Michelin abbiamo raggiunto un accordo e con l’esperienza di due anni, dalla prossima stagione non ci aspettiamo gli stessi problemi. Dobbiamo cercare di fare in modo che le gomme non favoriscano i piloti in base al loro peso fisico. Vinales come anche Pedrosa a volte sono in difficoltà e bisogna farli andare bene come Petrucci che è più pesante. Per cui bisognerà orientarsi verso una soluzione intermedia. Lavoriamo per avere un campionato di moto e piloti, e non di gomme”.