in foto: Andrea Iannone / GettyImages

Altro Gp da dimenticare in fretta per Andrea Iannone che dopo lo zero di Silverstone per l’incidente in cui è rimasto coinvolto anche Danilo Petrucci, a Misano ha dovuto fare i conti con un clamoroso imprevisto. Dopo una difficile partenza dalla terz’ultima casella, il pilota di Vasto era riuscito a recuperare qualche posizione, salvo rientrare in corsia box nel corso del 13° giro per decidere di alzare bandiera bianca.

Tuta antipioggia troppo stretta.

In quei primi momenti si era parlato di un problema al braccio destro e in molti avevano ipotizzato si trattasse di sindrome compartimentale. Sospetti fortunatamente rivelatisi infondati quando Iannone è rientrato al box e si è tolto la tuta antipioggia indossata per la gara. “Purtroppo dopo due o tre giri l’avambraccio ho iniziato ad avere l’avambraccio rigido, non avevo più sensibilità e non riuscivo a guidare bene”. Il problema è poi andato peggiorando con il passare dei giri: “Non riuscivo ad aprire il gas ma la cosa più grave è stata che non riuscivo nemmeno più a tirare la leva del freno”.

La tuta antipioggia che ho deciso di indossare per la gara si è rivelata troppo stretta, bloccando la circolazione del braccio – ha rivelato Iannone.

Il rammarico per l’inconveniente è tanto, considerati anche i buoni riscontri avuti sul bagnato del warm up. “È un vero peccato perché la moto stava andando bene e aveva un buon potenziale. Mi dispiace per la Suzuki, per il team e le persone che lavorano per me perché avremmo potuto sfruttare queste condizioni”. L’inconveniente tiene The Maniac ancorato al magro bottino di 33 punti accumulati da inizio stagione, tra difficoltà e problemi vari, dopo anche le indiscrezioni sul casco speciale portato a Misano e che lo stesso Iannone avrebbe deciso di non indossare. Un casco di protesta contro i continui attacchi dai social per il suo stile di vita e la love story con Belen Rodriguez che influirebbero negativamente sui risultati nel mondiale. Ciò che è certo è che il passaggio dalla Ducati alla Suzuki, dopo i primi tre quarti di stagione, non ha ancora portato i risultati sperati e ad oggi il miglior piazzamento con la moto giapponese resta il settimo posto nella gara di Austin.