in foto: Il muretto Yamaha nel 2009 – Getty Images

"The show must go on", anche la MotoGP si piega alle leggi dello spettacolo. Da quest'anno, infatti, il GP del Qatar, che si disputa in notturna, non sarà rinviato in caso di pioggia; è quanto comunicato dall'IRTA che, come riportato dalla Gazzetta dello Sport, con una lettera ha informato i team che si troveranno così a correre, in caso di asfalto bagnato, in condizioni mai provate prima. Il primo banco di prova potrebbe essere rappresentato dai test, in programma a Losail dal 10 al 12 marzo, quando la Michelin sarà obbligata a portare le gomme da pioggia.

Nelle passate edizioni del Motomondiale, la gara, che si disputa nel deserto, veniva rinviata sospesa o addirittura rinviata al giorno seguente: questo perché il riflesso delle luci artificiali, con l'asfalto bagnato, avrebbe potuto confondere i piloti e compromettere la sicurezza. Dopo i test di Sepang, però, Franco Uncini e Loris Capirossi, due membri della Direzione Gara, sono volati sulla pista del Qatar effettuando un test con asfalto bagnato artificialmente. Il responso è stato positivo, l'acqua presente sulla pista non ha creato nessuna ulteriore difficoltà e così si è deciso che i piloti della MotoGp scenderanno in pista anche in caso di pioggia.

In pista solo la MotoGP.

Esentate, almeno per il momento, le altre classi ossia Moto2 e Moto3. La comunicazione ufficiale dovrebbe arrivare in occasione della prossima riunione della Safety Commission quando saranno convocati anche i piloti. Dal 2018, poi, inizieranno i primi test su asfalto bagnato artificialmente. Una novità per tutti, Michelin compresa che non aveva mai portato gomme da bagnato per il Gp del Qatar. Le precipitazioni del deserto sono difficili da vedere, ma meglio tenersi pronti per ogni evenienza: nel 2009, infatti, proprio in occasione dell'esordio in calendario della pista, il Gran Premio era stato rinviato in seguito a un'acquazzone che aveva messo in ginocchio l'intera macchina organizzativa.