in foto: Valentino Rossi / GettyImages

Il mondo della MotoGP è molto scaramantico: prima dell’inizio di ogni corsa, il pre-gara è un rituale di gesti propiziatori che vengono ripetuti in complicate liturgie, inviolabili nella loro sacralità, per cercare concentrazione e esorcizzare la malasorte. Chi più, chi meno, i piloti sono dediti a questi rituali e, il più noto ed evidente, è forse quello di Valentino Rossi che in mondovisione si prepara scendere in pista. Il pesarese è solito compiere alcuni gesti già all’interno del box, prima di lasciare la pit-lane per raggiungere lo schieramento di partenza, toccandosi le spalle, le mani e le gambe, per poi passare a tuta, casco e guanti, in rigorosa sequenza. Quindi l’inchino aggrappato alla pedana destra e la toccatina al pacco nel tradizionale movimento di sistemarsi la tuta mentre scende in pista.

C’è poi, il rituale in griglia, un momento che puntualmente compare prima del giro di ricognizione, quando è importante recuperare la concentrazione per la gara. Non cambia mai nulla nella sequenza dei gesti. Valentino si accovaccia di fianco alla moto, con la testa appoggiata alla sospensione anteriore, e beve un sorso dalla cannuccia, con gli occhi chiusi. Uno schema fisso, mentre sulle labbra si legge un mormorio, forse una preghiera, una confidenza, parole da non dire e i pensieri che fa, incurante della ressa di meccanici, tecnici, giornalisti, vip e ospiti in griglia.

Quindi i portafortuna, come il numero 46, il numero con cui papà Graziano sfiorò il mondiale alla fine degli anni '70, e la tartaruga, da sempre l’animale portafortuna del Dottore, da quando mamma Stefania gli regalò una tartaruga ninja di quelle con le ventose che Valentino teneva attaccata al casco negli anni in minimoto. La testuggine che lo accompagna dagli inizi della carriera, e che il pesarese ha anche tatuata sul basso ventre, è poi diventata anche un’edizione speciale del casco – indossato al Mugello in occasione del Gp d’Italia del 2013. Proprio il casco – scaramanzia comune a molti piloti della MotoGP – non deve mai poggiare a terra, neppure all’interno del box, per scongiurare che la stessa situazione possa verificarsi con una caduta.