Fine settimana perfetto per Dani Pedrosa a Jerez. Scattato dalla pole, il veterano della Honda ha messo il suo sigillo sul Gp di Spagna, rompendo un digiuno che durava dalla gara di Misano dello scorso anno. Con le lacrime sul gradino più alto del podio per la vittoria arrivata al termine di gara sofferta per il grande caldo, Pedrosa mette il suo nome nell’albo d’oro del Motomondiale centrando il successo della gara numero 3000, dopo Angel Nieto sulla numero 1000 e Mick Doohan sulla numero 2000. Trionfo numero 53 in carriera, il numero 30 in MotoGP con cui eguaglia il numero di successi di Marc Marquez in top class, la quarta sulla pista di Jerez a quattro anni dall’ultimo successo sul circuito andaluso.

Pedrosa: “Vittoria bestiale”.

“È una sensazione bestiale, vincere qui a Jerez davanti a tutti questi tifosi e arrivare qui dopo l’ultima gara sul podio e dopo essere stati così performanti nel weekend – ha detto Pedrosa – C’era un po’ di tensione prima della partenza ma è andato tutto molto bene. Oggi la pista non era nelle stesse condizioni delle prove, ho scelto la gomma dura anche se la mia preferita era la media, ed era difficile perché la moto scivolava tanto. Quando Marquez ha iniziato a spingere, ho provato a tenerlo lì. Abbiamo fatto più o meno lo stesso passo, è stato un weekend stupendo. Yamaha in difficoltà? Se guardi quello che di solito la Yamaha fa, non è normale. Probabilmente è successo qualcosa che non sappiamo, anche nei test di Le Mans erano veloci. Noi siamo contenti di recuperare punti dopo lo zero in Argentina.

Marquez: “Punti importanti”.

Punti importanti in campionato per Marc Marquez che, complice la difficoltà delle Yamaha ufficiali, recupera in campionato, riducendo il ritardo in 4 punti dal leader Valentino Rossi e 2 su Maverick Vinales che lo precede in classifica. “Mi sentivo forte ma oggi il caldo era fortissimo e sapevo che avrei fatto fatica con la gomma anteriore. Era una condizione ideale per Dani, perché quando la gomma davanti è morbida lui riesce a guidare molto bene. Ho provato a spingere ma ho rischiato di cadere, poi sono tornato a spingere e ho rischiato di nuovo di cadere. Allora ho pensato al secondo posto, ho visto che Vinales era sesto e Valentino anche era dietro, e mi sono detto ‘Per il campionato è perfetto’. Sono molto contento perché di solito a Jerez faccio fatica, ma siamo andati forte qui e sono contento perché possiamo essere forti anche nelle altre gare. Siamo abbastanza avanti con l’elettronica, domani faremo un test molto importante, qui facevamo fatica ma la Honda è sembrato gestire meglio la gomma posteriore. Per me la media dietro era troppo morbida, ma il problema è stato davanti, perché la gomma dura era comunque troppo morbida. Ad ogni modo molto contento”.

Lorenzo: “Possiamo fare anche meglio”.

Primo podio in Ducati per Jorge Lorenzo. Un sogno che si concretizza su una pista amata dal maiorchino che è riuscito a guidare sopra i limiti della Gp17. “Questo risultato è ha il sapore di una vittoria, come quando vincevo con la Yamaha. Abbiamo sofferto molto la mancanza di risultati e la mancanza di velocità e le critiche delle persone che hanno parlato troppo presto e non mi hanno lasciato il tempo di adattarmi, dicendo che era impossibile che un pilota pulito come me, fossi competitivo con la Ducati e questo risultato è un po’ a queste persone che hanno parlato un po’ presto. Dobbiamo essere molto felici perché Jerez è sempre stata una pista complicata per la Ducati, per i pneumatici che erano abbastanza morbidi, ma Jerez è sempre stata una pista speciale per me e mi questo mi ha permesso di fare un grande risultato. Adesso ci dobbiamo concentrare per continuare a migliorare e risolvere i punti deboli. Su circuiti migliori per noi, saremo ancora più competitivi. Normalmente, durante il fine settimana, quando hai passo e sei nelle prime posizioni, sai che poi fare una buona gara. Qualche volta di aspetti di più, qualche vota di meno come oggi e invece fai meglio. La gara è stata lenta ed è stato difficile passare Zarco ma alla fine sembra che lui sia calato di più e ho potuto fare questo grande risultato. Ho sempre detto che lavorando molto si sarebbe riusciti ad andare forte. È una questione di chilometri, ho trovato qualcosa che mi aiuta in staccata ma ho ancora margine. Su questa pista le Honda erano inavvicinabili ma sono sicuro che su altre piste più favorevoli e con più chilometri sulle spalle possiamo fare anche meglio.