in foto: Jorge Lorenzo / GettyImages

Reduce dal terzo posto di Jerez, primo podio in Ducati dopo le difficoltà delle prime tre gare, Jorge Lorenzo sbarca a Le Mans con la motivazione extra di aver iniziato a comprendere una moto diversa dalla Yamaha ma soprattutto essere riuscito a spingere la sua Desmosedici su uno di quei tracciati storicamente più complicati per le Rosse ma in assoluto tra i preferiti dal campione maiorchino.

Feeling ritrovato con la Ducati.

Proprio come il Bugatti di Le Mans che per la diciottesima volta consecutiva ospita il Gp di Francia e dove Lorenzo ha vinto le ultime due edizioni del Gran Premio, portando a quota sei il numero di successi in carriera sul tracciato transalpino dove, di fatto, è il pilota più vincente di sempre. Un filotto che fa ben sperare, visti anche i riscontri positivi dei test di Jerez e al Mugello durante i quali ha affilato le armi in vista del round francese della MotoGP.

Dopo le buone sensazioni di Jerez ora arriviamo a Le Mans, che è un'altra pista dove ho dei bei ricordi perché sono riuscito a vincere più volte e in diverse categorie. Devo dire che però ogni circuito fa storia a sé, e qui dovremo vedere come si comporta la mia Desmosedici con il nuovo asfalto.

Dopo il terzo posto ottenuto in Spagna potrebbe iniziare un nuovo campionato. Il ritardo dal leader Valentino Rossi è ancora troppo importante per puntare al titolo, i 34 punti che separano i due non permettono di sognare ma un'altra buona prestazione, magari proprio una vittoria, potrebbe aprire scenari fino a poche settimane fa neanche immaginati.

La cosa più importante è mantenere lo spirito positivo che ci ha permesso di salire sul podio a Jerez, e sono ottimista per questa gara perché da Austin in poi il miglioramento è stato notevole, soprattutto in termini di sensazioni, e comincio a sentire la Desmosedici GP sempre più mia.