Meglio dello scorso anno ma non certo soddisfatto: Valentino Rossi ha chiuso la prima giornata di test in Qatar con il settimo tempo a oltre 8 decimi e mezzo dal riferimento siglato dalla Duacti di Andrea Dovizioso, dietro anche al suo nuovo compagno di squadra Maverick Vinales e alla Yamaha satellite del rookie Jonas Folger. Le difficoltà del pesarese sono state le stesse avute negli ultimi test in Australia, nonostante il team abbia cercato di trovare soluzioni diverse per quanto riguarda il bilanciamento dei pesi. Ancora nessuna decisione per quanto riguarda il nuovo telaio perché rispetto al precedente “cambia veramente poco, però ancora non abbiamo deciso”.

in foto: Valentino Rossi al box durante il primo giorno di test in Qatar / Movistar Tv

Abbiamo lavorato sul bilanciamento dei pesi e il feeling con la moto, specialmente nell’ingresso in curva – ha spiegato Rossi a fine giornata – Alla fine ho fatto 1’55.6 che è un po’ più veloce del tempo dell’anno scorso ma non siamo ancora a posto. Dobbiamo lavorare ancora perché non entro in curva come vorrei. Abbiamo provato anche alcune Michelin, ma soprattutto con l’anteriore dopo qualche giro inizio a fare molta fatica, quasi come se le gomme fossero troppo morbide. Avevo avuto lo stesso problema negli ultimi test di Phillip Island e qui in Qatar molto è dipeso anche dalle condizioni della pista, è molto sporca quindi la gomma si rovina. Domani, a forza di girare, dovremo capire meglio la situazione”.

Le modifiche al bilanciamento dei pesi? Lavoriamo sulla posizione di guida, perché non mi trovo bene in ingresso di curva. Questo è un aspetto che dovrebbe fare la differenza ma dobbiamo continuare con il lavoro. Qui sembra vada un po’ meglio ma c’è ancora da lavorare. Domani proveremo a migliorare un po’”

"Mi dispiace molto per Surtees, era un grande"

John Surtees e Valentino Rossi sul circuito di Silverstone nel 2011 / GettyImages
in foto: John Surtees e Valentino Rossi sul circuito di Silverstone nel 2011 / GettyImages

Infine un pensiero per John Surtees, l’unico campione nella storia del motorsport ad aver vinto un mondiale in F1 dopo aver trionfato in classe regina, sette volte iridato del Motomondiale e campione del mondo di Formula 1 con la Ferrari nel 1964, morto oggi all’età di 83 anni.

Mi dispiace molto, era un grande, ha compiuto un’impresa unica, fantastica – ricorda il Dottore – Lo conobbi a Londra, credo quindici anni fa, e fu molto simpatico. Lo vidi anche a Goodwood due anni fa, che ancora guidava. Con lui se ne va uno dei nomi mitici dei motori”.