in foto: Valentino Rossi firma autografi all'uscita dal Torrette di Ancona / Instagram

Operato e subito in piedi a firmare autografi. “Sarò in moto molto presto” promette, prima di salire sull’auto che lo avrebbe riportato nella sua Tavullia. Operato nella notte tra giovedì e venerdì all’ospedale Torrette di Ancora dal dott. Raffaele Pascarella, direttore dell’Unità operativa di ortopedia e traumatologia, Valentino Rossi non ha mai perso il sorriso nonostante il rammarico per un incidente capitato una settimana prima del Gp di Misano e, soprattutto, in un momento cruciale per il campionato.

Tifosi senza pietà.

Un’ora e mezzo di operazione necessaria alla riduzione della frattura scomposta di tibia e perone e tempi di ripresa che vanno dai 30 ai 40 giorni non sembrano aver scalfito la determinazione del Dottore che, lasciata la carrozzina con cui è uscito dall’ospedale, ha concesso una sessione di autografi prima di salire sull’auto che lo avrebbe riportato nella sua Tavullia. In piedi, con la gamba destra appoggiata alla stampella e un pennarello nella mano sinistra, Valentino scrive il suo nome come se nulla fosse accaduto. E sapere che prima di tornare a casa ha lasciato autografi anche al personale sanitario fa un certo effetto. “Ci vorrebbe anche un po' di sensibilità e rispetto ogni tanto” fanno notare in uno dei tanti gruppi Facebook di Valentiniani. “Non volevo disturbare in questo brutto momento” aggiunge chi, anche se a pochi chilometri dal Torrette, ha preferito non “creare disagi”. E poi c’è anche chi nei sospetta che l’autografo sia per un’infermiera piuttosto che per una fan, e chi parla di “tifosi talvolta esagerati e invadenti” che dovrebbero capire “quando è il momento e quando no”.

Già in mente il rientro ad Aragon.

Lo vedi e non pensi che sia uscito da una sala operatoria” ha raccontato Matteo Flamigni, il suo telemetrista, passato in ospedale venerdì pomeriggio. Anche il presidente del Coni, Giovanni Malagò, aveva parlato di “energia contagiosa” dopo aver raggiunto Ancona per salutare il pesarese. “Ha la carica di un ragazzino, l’ho trovato davvero bene” ha detto dopo la chiacchierata con il Dottore. Del resto chi era in ospedale descrive Valentino come il solito Rossi, motivato dalla buona condizione della gamba e dall’assenza di danni muscolari a complicare le condizioni. Tornato a casa, insieme al suo staff Valentino ha iniziato a pianificare il ritorno in pista. La logica vede il rientro per il Gp del Giappone a Motegì ma la data in mente sembra essere già un’altra: il Gp di Aragon del 24 settembre, quando saranno trascorsi 22 giorni dall’operazione alle prime prove libere. Un proposito che non appare inverosimile se si considera che nel 2010, dopo l’incidente del Mugello in cui si ruppe tibia e perone della stessa gamba destra, Rossi tornò in sella dopo 32 giorni per un test a Misano e che a 43 giorni dall’infortunio chiuse quarto al Sachsenring dietro a Casey Stoner. Rispetto all’incidente di 7 anni fa, inoltre, la situazione è meno grave (la frattura era scomposta ma non esposta come quella del Mugello). Elementi che sommati al carattere di Valentino potrebbero riportarlo in sella prima di quanto ipotizzato. Ad ogni modo un gran peccato per il mondiale anche se, viste le tante variabili di questa stagione, forse non è ancora tutto perduto.