In Argentina Valentino Rossi ha celebrato la pietra miliare della sua 350esima gara con un podio e un passo in avanti rispetto al Qatar. Al Termas de Rio Hondo il pesarese ha chiuso secondo al traguardo, subito dietro alla Yamaha del nuovo compagno di squadra, Maverick Vinales, con un ritardo di 2 secondi e 9 dopo un weekend in salita, tra libere e qualifiche che lo hanno visto anche a transitare dalle Q1 per cercare un buon piazzamento in griglia. Due podi nelle prime due gare che valgono la seconda posizione in classifica, a 14 punti dal bottino pieno del ‘Top Gun’ catalano. Un avvio di stagione importante per il Dottore che alla vigilia del mondiale in molti davano già in pensione.

in foto: Valentino Rossi / GettyImages

Nel team c’è una grande motivazione tecnica, lavoriamo sempre molto per riuscire ad avere il ritmo – ha detto Valentino Rossi a As.com – Mi piace, avendo una certa età, sapere dove sto andando e cosa faccio. E mi piace sfruttare tutto il tempo per la messa a punto della moto per gara della domenica È sempre un rischio non essere forti nelle libere, e vorrei esserlo un po’ di più. Sinceramente, dopo la gara del Qatar ho pensato che sarei stato più competitivo nelle libere, invece ho sofferto molto. Come posizione non era male, ma come ritmo non ero molto veloce. La gara è stata molto bella, più di quella del Qatar. Sono stato più forte, è stata più veloce e ho potuto spingere fino alla fine.

Sto lavorando molto, sono in forma e sicuramente alla mia età è più difficile, e ci vuole qualcosa in più. È anche vero che Rio Hondo è un pista un po’ più facile fisicamente, ma ho anche visto che posso spingere fino alla fine, e che con questa moto è più difficile farlo dal primo momento, almeno per me.

Rispetto alle libere, 2 secondi e 9 sono pochi ma in realtà e tanto – aggiunge il pesarese sul ritardo dal compagno di squadra – Ma sono contento perché sono rimasto vicino e alla dine non ho perso. È importante se vogliamo cercare di lottare per vincere. La strada è continuare a lavorare bene. Sicuramente ti dà fiducia e mi incoraggia a continuare a lavorare. In Argentina, dopo il warm up, ho cominciato a pensare che potevamo stare lì, ho pensato che ci sarebbero stati Vinales e Marquez, e che Crutchlow ed io eravamo in lotta per il terzo posto. Non eravamo così lontani.

Sulle difficoltà dei rivali in campionato, Rossi ha poi parlato di Marc Marquez e della strategia in partenza che “gli è andata male” per aver esagerato nel tentare la fuga in solitaria. Al Dottore è stato anche chiesto se Jorge Lorenzo, dopo la caduta in Argentina, possa dirsi già fuori dalla lotta al campionato.

Non credo di dover parlare di Lorenzo nel mondiale, ma Lorenzo dovrà essere in grado di interpretare correttamente la Ducati. Il passaggio dalla Yamaha alla Ducati, come è stato il mio, costa molto. Si tratta di una guida completamente diversa che può far soffrire un pilota forte come Lorenzo.