Con più della metà della sua vita trascorsa sulle piste di tutto il mondo, Valentino Rossi ha un’esperienza e una visione senza uguali. Ciò non toglie che il Dottore continui con la preparazione maniacale che gli consente di gestire al meglio una stagione fatta di 18 gare. “Da quando ha capito che gli anni sono passati e doveva fare di più, lavora e basta” ha recentemente rivelato Alessio “Uccio” Salucci, storico amico e braccio destro del Dottore. Un lavoro di preparazione non solo fisica e mentale, ma anche di sviluppo della moto, confermato dal numero di chilometri totali percorsi durante prove, qualifiche e gare dei primi 11 Gp stagionali.

L'asso nella tuta del Dottore.

In questa speciale classifica, Valentino Rossi è secondo con 5.737 chilometri percorsi in sella alla sua M1, dietro solo al rookie Johann Zarco ( 5.774 km) che nell’anno di debutto in MotoGP fino ad oggi ha macinato appena 37 km sulla sua Yamaha clienti.  lo precede di appena 37 km. Terzo posto per Tito Rabat (5.699 k) seguito dai piloti Honda ufficiali Dani Pedrosa (5.599) e Marc Marquez (5.506 km). Alle loro spalle, Jorge Lorenzo con 5.460 km in sella alla Ducati e Maverick Vinales con 5.361 km completati con la M1 ereditata dal maiorchino. C’è però da considerare che questi risultati rischiano di essere falsati dalle cadute arrivate in gara, per cui andrebbero valutati al netto dei chilometri percorsi durante i GP.

Lontani gli altri big.

Anche in questo caso, però, Zarco resta primatista assoluto, con 4.564 km davanti a Tito Rabat (4.494 km). Terzo posto invece, per il campione di Tavullia con 4.456 km percorsi durante le prove. Sesta piazza per Marc Marquez (4.373 km) seguito da Jorge Lorenzo (4.300 km) mentre, tra i big in lotta per il mondiale, Andrea Dovizioso ha appena 3.888 km all’attivo con la sua GP17. Nelle retrovie, invece, le Aprilia Rs-Gp di Aleix Espargaro (3.677 km) e Sam Lowes (3.670 km) con quasi 900 km in meno dell’instancabile Zarco. A somme fatte, sembra dunque che il segreto di Valentino risieda nella costante lavoro svolto in pista. Rossi ha ancora voglia di sudare per restare al top. Tra lui e la moto l’amore è lo stesso degli inizi, la passione è rimasta intatta come la sua voglia di continuare a stupire. Anche in una fase della carriera che, per un pilota “normale” avrebbe rappresentato l’anticamera della pensione, la grande costanza di Rossi potrebbe permettergli di restare in corsa fino alla fine. A patto di non commettere gli errori del 2016.