in foto: Valentino Rossi dopo la caduta al Gp delle Americhe 2016 / MotoGp.com

Meno di una settimana e i piloti della MotoGp si ritroveranno ad Austin, in Texas, per il GP delle Americhe, terzo round del calendario 2017, su un circuito dove nelle passate stagioni Marc Marquez non ha lasciato neppure le briciole agli avversari, centrando quattro vittorie sempre dalla pole di tutte e quattro le gare fino ad oggi disputate al Cota di Austin. Valentino Rossi, invece, è riuscito a salire solo una volta sul podio, terzo nel 2015, mentre nella passata stagione era incappato in una sfortunata caduta che lo aveva costretto al ritiro.

Rossi: "L'errore di Austin ha deciso lo scorso mondiale"

Un errore per il quale il pesarese è ancora rammaricato, dal momento che il pesante zero alla terza gara in campionato si era trasformato in un ritardo di 33 punti rispetto allo spagnolo della Honda, che da quella gara in poi, pur non vincendo fino al successivo Gp di Germania, era riuscito a mantenere le distanze dal Dottore. Valentino, nel frattempo, era riuscito a vincere a Jerez e al Montmelò, ma la sfortuna si era accanita nuovamente contro di lui, al Mugello, dove il motore della sua Yamaha era andato in fumo mentre lottava per la testa della corsa contro il suo ex compagno di squadra, Jorge Lorenzo.

L'anno scorso Austin ha avuto un ruolo determinante nel risultato della stagione ed è stato un punto di svolta. Come quello che mi è poi successo al Mugello – ha ammesso Valentino Rossi a Motorsport.com – Ero stato molto veloce nel warm-up, non ero lontano da Marquez e pensavo di fare una buona gara. Ma ho fatto un errore, sono caduto e Marquez ha vinto.

Alla vigilia della nuova tappa in Texas, Rossi è reduce da due podi, terzo in Qatar e secondo al Termas de Rio Hondo, con cui ha contenuto in 14 punti il ritardo da Maverick Vinales, nuovo compagno di squadra e dominatore delle prime due gare stagionali. Il pesarese sbarcherà ad Austin con l'intenzione di soffrire meno nelle sessioni di libere in vista della gara di domenica che per la Yamaha potrebbe rappresentare un traguardo storico, dal momento che con il trionfo in Argentina, Vinales ha portato a quota 499 vittorie il bottino della casa di Iwata nel mondiale.