in foto: Valentino Rossi / GettyImages

Ancora qualche giorno e a Losail scatterà una delle stagioni più avvincenti di sempre: i tanti cambiamenti del 2017 hanno travolto mezza griglia di partenza e tra i top rider, Valentino Rossi è stato il primo a rinnovare il contratto con la Yamaha, allontanando almeno fino al 2018 la parola ‘ritiro’. Dal suo debutto in 125cc, in Malesia, sul circuito di Shah Alam, sono trascorse 21 stagioni che complessivamente gli sono fruttate nove titoli iridati, sette in MotoGp con il mondiale del 2001, nell’allora classe 500.

Vent’anni fa il primo titolo.

Il primo titolo arrivava nel 1997 in classe 125, in sella all’Aprilia del team ufficiale con cui ottiene la schiacciante vittoria su Noboru Ueda. In quella stagione, Valentino Rossi vinceva 11 dei 15 Gran Premi in calendario, chiudendo il mondiale con quasi cento punti di vantaggio sul primo inseguitore. La prima perla arrivava alla prima gara stagionale, con vittoria dalla pole del Gp di Malesia, seguita dalle vittorie di Jerez e Mugello e dal primo filotto di sei vittorie consecutive, Francia, Olanda, Imola, Germania, Brasile, Gran Bretagna, quindi i trionfi di Barcellona e Indonesia a sigillare l’impresa. Un anno super per l’allora Rossifumi, dopo il quale il pesarese passò in 250.

Vent’anni dopo quel primo mondiale Valentino Rossi mette in pista stessa determinazione e rinnovata preparazione fisica e psicologica per provare a tener testa a rivali anche quindici anni più giovani, a partire dal neocompagno Maverick Vinales che, in sella alla Yamaha lasciata da Lorenzo, ha dominato tutti i test. D’altra parte, il pre-campionato del Dottore non è stato tutto rose e fiori: i test invernali non sono bastati a risolvere gran parte dei problemi che Valentino ha trovato con la nuova moto e che in Qatar lo hanno costretto dietro non solo a Vinales ma anche a Lorenzo e Pedrosa, davanti però a Marc Marquez, incappato in tre cadute nell’ultimo giorno di test. Per le difficoltà di Rossi “servirebbe un miracolo” che, nei weekend di gara, da una squadra esperta come la Yamaha, può tranquillamente arrivare.

Diventerebbe il primo a riuscire nell'impresa.

Se l’impresa del decimo mondiale dovesse riuscire, Valentino Rossi guadagnerebbe ben due primati in un colpo solo: il pesarese sarebbe il primo pilota della storia a centrare due titoli a distanza di 20 anni uno dall’altro. Nessun altro pilota ci è mai riuscito e, ad oggi, il lasso di tempo più lungo tra il primo e l’ultimo titolo mondiale è quello targato da Angel Nieto, con 15 anni dal primo titolo in classe 50, nal 1969, all’ultimo in classe 125cc nel 1984. Il titolo di campione del mondo farebbe diventare Rossi anche l’iridato più anziano, davanti a Leslie Graham che nel 1949 vinse la prima edizione del mondiale della classe 500 all’età di 37 anni e 340 giorni. Con una sola vittoria, invece, Valentino Rossi guadagnerebbe il primato di pilota italiano più anziano vincitore di un Gp della classe regina – il record attuale è di Nello Pagani che a 37 anni e 328 giorni vinse il Gp delle Nazioni del 1949 – nonché il più anziano vincitore di una gara della MotoGp, primato attualmente detenuto da Troy Bayliss che a 37 anni e 213 giorni vinse il Gp di Valencia del 2006, disputato come wild card dopo il titolo con la Ducati in Superbike.

Valentino Rossi / GettyImages
in foto: Valentino Rossi / GettyImages

Altri quattro record nel mirino.

Se si guarda invece ai primati di Giacomo Agostini (15 titoli iridati, 123 vittorie), al pesarese mancano ancora 9 vittorie per eguagliare il record del campione bresciano, mentre 7 sono le vittorie che gli permetterebbero di eguagliare un altro primato, quello del numero di Gp vinti con un’unica casa che nel caso di Agostini è di 62 vittorie con la MV Agusta. Il campione di Tavullia vanta invece 55 vittorie in sella alla Yamaha e, grazie al passaggio di Jorge Lorenzo alla Ducati, suo primo inseguitore in questa speciale classifica (44 trionfi in Yamaha), almeno per la questa stagione il Dottore non dovrà guardarsi alle spalle. Altra storia, invece, quella del primato di pole position: a detenere il record di pole è Mick Doohan, con 58 partenze al palo in classe regina. Rossi, invece, ha all’attivo 54 pole. Quanto alle pole in carriera, il record è di Marc Marquez e Jorge Lorenzo, 65 pole. Il pesarese incalza con solo una in meno.

Ama la vittoria come a 18 anni.

Primati a parte, quello del decimo mondiale è un sogno che Valentino Rossi insegue dal 2010 e che ha sfiorato nelle ultime due stagioni, tra ‘biscotti’ in zuppa spagnola e una buona dose di sfortuna a mettergli i bastoni tra le ruote. Anche se un pre-campionato con così tante difficoltà gli ha fatto ripensare agli anni in Ducati, Rossi è convinto di poter essere forte “già a partire dalla prima gara”, l’ormai prossimo Gp del Qatar, come di consueto in notturna, domenica 26 marzo, determinato a mettere a tacere le voci di chi lo dà per battuto già in partenza. Per il pesarese, ad ogni modo, quella del 2017 “non sarà l’ultima occasione”. Del resto, a 38 anni, Valentino “ama la vittoria come quando ne aveva 18“, parola di papà Graziano.