Dopo i due primi Gran Premi della nuova stagione del Motomondiale, il motociclismo italiano ha trovato una nuova stella. Infatti, nella Moto2 Franco Morbidelli è riuscito nell’impresa di conquistare due vittorie nelle prime due gare dell’anno, diventando di fatto l’unico pilota a centrare quest’impresa da quando nel 2010 la nuova classe di mezzo (motori 600cc 4 tempi) ha sostituito la “vecchia” 250cc. Eppure dalla categoria sono transitati campioni che adesso sono grandi protagonisti della MotoGP (da Marquez a Vinales e Zarco) ma nessuno di loro è mai riuscito a fare quello che l’italo brasiliano ha compiuto vincendo prima in Qatar e poi bissando il successo in Argentina.

Dalla carrozzella alla minimoto passando dall’officina di papà Livio.

Ma chi è questo ragazzo italo-brasiliano che si sta imponendo alle luci della ribalta nel Campionato Mondiale delle due ruote? Innanzitutto è il figlio di Livio, amico di Graziano Rossi e ex vicecampione italiano della classe 80 e 125 scomparso 4 anni fa, e di mamma Cristina, originaria di Recife. Cresciuto fin da piccolo nell’officina di papà a Roma (città dove è nato) ebbe il primo approccio con le due ruote a soli nove mesi, quando Livio decise di farlo passare dalle quattro ruote della carrozzella alla minimoto con rotelle. E da lì praticamente, tolte quasi subito le rotelle, cominciò la vita su due ruote di Franco. Appena fu in età per partecipare alle gare con le minimoto dominò la scena laziale e dai 7 ai 10 anni vinse quasi tutte le corse a cui prese parte. E così, vedendo il promettente talento del figlio, nel 2005 il padre decide di trasferirsi in provincia di Pesaro, per avvicinarsi al circuito di Misano e alla regione dei motori.

Franco Morbidelli, il romano di Tavullia sotto l’egida del Dottore.

La scelta ricadde su Tavullia, cittadina nella quale viveva il suo amico Graziano Rossi, papà di quel Valentino che già aveva centrato sei dei suoi nove titoli iridati e si stava avviando alla conquista del settimo alloro mondiale. I figli dei due diventarono pian piano amici e si allenavano spesso insieme alla “Cava”, la pista sterrata dove il Dottore e altri diversi piloti del mondiale affinavano la propria abilità di guida in sella alla moto da cross. Da lì la storia dei due non si è mai divisa, sia nei momenti difficili (quando Franco è rimasto senza squadra dopo un pessimo Campionato Italiano Velocità con il Forward Racing nella categoria Stock 600) sia quando poi, dopo aver conquistato il titolo Europeo Stock 600 con il Team Italia, fu chiamato per debuttare nel mondiale Moto2 come wild card nel team Gresini. E, ovviamente, anche quando superò il provino con il team Italtrans e divenne ufficialmente un pilota “titolare” del Motomondiale (in quell’occasione furono proprio Valentino, Uccio e i ragazzi della VR46 Academy a gestire la trattativa per il contratto del “Morbido”).

Recordman in Moto2, dopo 23 anni da Max Biaggi.

Una crescita esponenziale, frutto anche dei tantissimi consigli di Rossi, che lo hanno portato nella stagione scorsa a conquistare 8 podi nelle ultime 10 gare nella Moto2, e addirittura quest’anno a riscrivere i record della “classe di mezzo” conquistando la prima vittoria della carriera nel Mondiale sul circuito di Losail per poi andare a ripetersi due settimane dopo su quello argentino di Termas de Rio Hondo. Un’impresa dunque riuscita a nessuno nella Moto2, e a pochissimi nella “vecchia” 250cc, dove l’ultimo italiano a riuscirci fu un altro pilota romano che però non godeva dello stesso rapporto di amicizia con il Dottore, di cui gode Franco, vale a dire quel Max Biaggi che aprì la stagione 1994 della classe del quarto di litro con due successi.