in foto: Lewis Hamilton esulta dopo la pole position di Silverstone – Getty Images

Una pole position con giallo quella conquistata da Lewis Hamilton a Silverstone: l'inglese della Mercedes, infatti, era finito sotto investigazione per aver rallentato Romain Grosjean che sopraggiungeva alle sue spalle. Un comportamento, quello del britannico, che ha rischiato di fargli perdere la pole numero 67, quella che lo avvicina a Sua Maestà Michael Schumacher, leader di questa speciale classifica, distante ora una sola lunghezza.

L'accusa di Grosjean.

I commissari sportivi, dopo aver esaminato le immagini e la telemetria, hanno deciso di non punire Hamilton confermando la sua pole position. L'inglese stava raffreddando le sue gomme quando alle sue spalle è arrivata a tutto gas la Haas di Grosjean: il francese ha dovuto alzare il piede dall'acceleratore, ma il giudizio della commissione è stato che la prestazione del francese è stata influenzata dalla presenza di Hamilton che però non è stato giudicato colpevole. Appena sceso dalla vettura il pilota del team americano si era molto lamentato del comportamento tenuto dal poleman: "Ho perso almeno tre o quattro decimi e penso che senza questo problema avrei potuto fare il nono o l'ottavo tempo e per noi sarebbe stato perfetto. Penso che dovrebbero punirlo perché questo non è il modo di comportarsi in qualifica. In Q3 ci sono solamente dieci macchine in pista, quindi c'è lo spazio per tutti" sono state le sue parole ai microfoni di Sky.

Hamilton: "Gli chiedo scusa, ma non credo di averlo penalizzato"

La punizione invocata da Grosjean, però, non è arrivata e Lewis Hamilton, in gara, potrà scattare davanti a tutti cercando di tornare alla vittoria che manca dal Gp del Canada. Una missione più che possibile per l'inglese che ha dimostrato nel corso di tutto il weekend, di avere un passo superiore alle altre vetture in pista. A proposito dell'accaduto, poi, il pilota della Mercedes si è giustificato chiarendo: "Ho visto che Romain stava arrivando e proprio per evitare di creare dei problemi ho accelerato per togliermi di torno. Non avevo alcuna intenzione di bloccare nessuno e la squadra non mi ha avvisato che stava arrivando qualcuno. Mi spiace per Romain, perché so quello che si pensa in quei momenti e andrò a parlarne con lui. Gli chiedo scusa ma non credo di averlo penalizzato".