Ancora una volta un rally alla ribalta delle cronache per un incidente mortale. Stavolta la tragedia si è verificata all'85° Rally di Monte Carlo, prima tappa del WRC 2017: durante la prima speciale in programma, la Entrevaux – Val de Chalvagne – Ubraye, della lunghezza di 21 chilometri, disputata in notturna, la Hyundai i20 di Hayden Paddon ha perso il controllo in una curva a causa di una lastra di ghiaccio sull'asfalto, finendo contro una parete rocciosa dove erano assiepati alcuni spettatori: uno di questi ha riportato ferite giudicate subito gravi. A prestare i primi soccorsi sono state le persone accorse sulla scena dell'incidente, poi il personale medico ha trasportato l'uomo all’ospedale Pasteur di Nizza in elicottero, ma in tarda serata è arrivata la notizia della sua morte, confermata da un comunicato dell'Automobile Club de Monaco. Pochi mesi fa era capitato durante il Rally Legends di San Marino. In quel caso la vettura, sempre in prossimità di una curva, aveva perso aderenza andando a finire prima in una via di fuga, poi piombando sugli spettatori che assistevano all'evento uccidendo uno spettatore e ferendo altre 8 persone.

in foto: L'incidente di Hayden Paddon nel Rally di Montecarlo

Le linee guida della FIA.

La Hyundai si è messa a completa disposizione delle autorità e saranno loro a stabilire eventuali colpe nell'accaduto o se si è trattato solo una di sfortunata coincidenza, ma stando alle prime ricostruzione, sembra che gli spettatori non avrebbero dovuto trovarsi in quella zona. Stando a quanto stabilito dalla FIA è il delegato alla sicurezza a doversi assicurare che non ci siano spettatori nei punti considerati pericolosi: è lui, infatti, che ha il potere, se necessario, anche di far ritardare l'inizio della corsa per riportare le persone nei luoghi stabiliti qualora ritenesse che le condizioni di sicurezza non siano sufficienti per svolgere la prova. Le zone in cui gli spettatori possono assistere alla corsa sono segnalate dal piano di sicurezza stabilito dagli organizzatori, insieme alle autorità dell'ordine pubblico, e devono essere delimitate da cartelli, nastri o recinzioni.

Livelli di pericolosità indicati da cartelli.

Dopo aver esaminato tutto il percorso e le sezioni che richiedono una particolare attenzione, gli organizzatori devono suddividere il tracciato in base a diversi livelli di pericolosità che vanno dal più basso, il numero 1 che richiede la semplice presenza degli steward o un nastro per delimitare i confini della pista, passando per il numero 2 considerato il livello intermedio dove può essere applicata una segnaletica o steward aggiuntivi che disciplinino il pubblico, fino al livello 3, il più alto. Queste zone sono identificate come inaccessibili e prevedono l'utilizzo di cartelli rossi con una scritta indicante i metri all'interno dei quali vige il divieto di stazionare. Le zone, invece, nelle quali è possibile osservare lo svolgimento della manifestazione avranno cartelli verdi o gialli.

La segnaletica usata nei rallyin foto: La segnaletica usata nei rally

Pareti di pneumatici per attutire i colpi.

Quello della sicurezza ai bordi del tracciato è un argomento affrontato in più riprese dalla Federazione tanto da prevedere anche misure speciali in caso di prove pericolose: se è previsto un elevato numero di spettatori, ad esempio, essi dovrebbero essere protetti da dispositivi di sicurezza speciali come pareti di pneumatici o muri balle di fieno in grado di attutire eventuali colpi. Per garantire il massimo dell'efficienza, inoltre, la FIA impone che, prima della partenza di una prova, siano distribuiti ai presenti dei fogli illustrativi con le istruzioni per circolare in sicurezza lungo il percorso. Proprio per prevenire eventuali comportamenti che mettano a repentaglio la salute degli appassionati a bordo pista, il massimo organo mondiale ha previsto che siano trasmessi anche dei filmati che mettano in guardia sui pericoli dei rally con il commento di alcuni piloti.