Il Senato pensa alla tutela delle due ruote: in aula, infatti, è approdato il cosiddetto decreto "salvaciclisti", un testo firmato da 64 senatori e che punta ad inasprire le sanzioni per tutti gli automobilisti che, con il loro comportamento, mettono a rischio la sicurezza degli amanti delle due ruote non a motore.

I dati sugli incidenti che hanno visto protagonisti i ciclisti sono inquietanti: su 4 milioni di persone che pedalano in Italia (una media del 6% della popolazione, inferiore di due punti rispetto a quella europea) le statistiche mostrano circa 250 ciclisti morti in un anno, oltre 16mila feriti con un indice di mortalità pari ad 1,43, contro lo 0,67 delle autovetture, e un indice di lesività pari a 94,23 – contro il 65,05 delle autovetture -. La conflittualità tra auto e biciclette è sempre più elevata, troppo spesso gli incidenti più gravi avvengono nell'ambito extraurbano dove ad influire sul maggiore rischio di decesso per i ciclisti è la velocità dei veicoli motorizzati. Proprio per questo è stato presentato il decreto legge che punta a sopperire a una lacuna esistente nel Codice della strada che regolamenta il sorpasso delle due ruote solo in maniera generica e, tra le altre cose, stabilisce in un metro e mezzo laterale la distanza minima che un'auto deve tenere mentre sorpassa un ciclista.

Multe fino a 651 euro e sospensione della patente.

Proposte anche le sanzioni da comminare a chi non rispetterà i limiti imposti: si va da un minimo di 163 per arrivare a un massimo di 651 euro ai quali va aggiunta la sospensione amministrativa della patente di guida da 30 fino a 90 giorni che può arrivare a 6 mesi se il guidatore è un neo patentato. Oltre alle leggi e alle multe, però, sarebbe giusto cercare di migliorare il rapporto tra automobilisti e ciclisti seguendo magari la via scelta da molte città europee, dove è possibile imbattersi in cartelli che raccomandano alle auto di mantenere una distanza di sicurezza tale da non arrecare danno in fase di sorpasso.