Capolavoro Yamaha in Argentina. Vinales primo e Rossi secondo, stendono la favorita Honda di Marc Marquez, caduto rovinosamente. Nella 350^ gara ufficiale di Valentino Rossi in carriera, il “Dottore”, sul circuito di Termas de Rio Hondo, nelle qualifiche, aveva fatto notare una certa difficoltà nel riuscire a tenere il passo dei suoi avversari. Partito dalla settima posizione, dopo aver fatto registrare un tempo di 1:49.272, Rossi si è visto scavalcato, quasi a sorpresa, da Abraham partito secondo e Cal Crutclow terzo.

Davanti a lui anche Danilo Petrucci, Danilo Pedrosa e il compagno della Yamaha, Mavrick Vinales, anch’egli in difficoltà. La gara però, complice le cadute del campione del mondo, di Dani Pedrosa, Jorge Lorenzo e Dovizioso, è parsa subito in discesa per le Yamaha che ha potuto mettere in mostra, dopo il Qatar, il proprio strapotere e una moto davvero competitiva e che sembra non avere rivali.

L’inizio della battaglia.

Pronti via e alla prima curva Jorge Lorenzo va giù dopo un contatto con la Suzuki di Iannone. La sua Honda continua a creare problemi allo spagnolo e l’Argentina si conferma circuito terribile per lui. Splendida invece la partenza di Valentino Rossi che al primo passaggio, dopo la partenza, aveva già guadagnato 3 posizioni portandosi al quarto posto, davanti a lui proprio Vinales e Crutclow. Nel frattempo però, l’indemoniato Marc Marquez, partito in pole, sembrava subito averne molto di più rispetto ai suoi avversari. Al terzo settore aveva già 1 secondo e 8 sulla seconda posizione. 1:39.340, un dominio stratosferico per il campione del mondo in carica, che però, incredibilmente, svanisce con una rovinosa caduta dovuta ai tanti avvallamenti presenti sulla pista argentina. Probabilmente anche l’anteriore hard non era ancora in temperatura e non ha aderito al meglio con l’asfalto.

Le Yamaha in testa.

Approfittando della caduta di Marquez, le Yamaha di Valentino Rossi e Maverick Vinales, rispettivamente alla terza e alla prima posizione, a 19 giri dal termine della corsa, hanno cominciato la loro vera gara, anche se Vinales ha mostrato subito una moto con un ritmo più costante rispetto a quella del “Dottore”. Valentino Rossi, con 1:40.0, tempo che non era mai riuscito a raggiungere durante le qualifiche, è parso però subito in grande ripresa, forse anche galvanizzato dalla caduta dello spagnolo della Honda che ha di fatto cambiato subito le sue strategie di gara. L’inedita lotta a tre fra le due Yamaha e la moto di Crutclow, è stata una battaglia pazzesca, anche se Vinales, con un incredibile 1:39.694, a 12 dal termine, sembrava avere davvero un passo diverso rispetto agli inseguitori.

Ducati e Honda fuori dalla gara.

Ancora una volta l’Argentina si conferma circuito infernale per le Ducati. Così come lo scorso anno, quando ad una curva dal termine della gara, Andrea Iannone e Andrea Dovizioso, persero la possibilità di salire sul podio cadendo rovinosamente insieme, lasciando il terzo posto proprio a Valentino Rossi, anche questa sera, “il Dovi”, per colpe non sue, ha dovuto lasciare la gara. Aleix Espargarò infatti, con la sua Aprilia, chiudendo troppo l’anteriore, ad una decina di giri dal termine, ha colpito in pieno la Ducati del pilota italiano giù, a terra, come Jorge Lorenzo e Marquez. E proprio dopo la caduta della Honda del campione del mondo, anche Dani Pedrosa, che stava facendo registrare ottimi tempi, ha dovuto cedere alle mille insidie della pista argentina. Lorenzo, Marquez, Pedrosa e Dovizioso, tanti i protagonisti, considerando anche il ritiro di Iannone, fuori da una gara che solo “il vecchietto” della Yamaha è riuscito a gestire al meglio, fin da subito, con grande intelligenza.

La furia del “Dottore”.

A 6 giri e mezzo dalla fine della gara, Valentino Rossi compie il miracolo tanto atteso dai fan del pilota pesarese che riesce a superare uno scatenato Crutclow, portandosi al secondo posto. Con un tempo di 1:39.970, la M1 del “Dottore”, che si temeva non potesse arrivare al termine della gara per paura dell’usura delle gomme, è riuscita a gestire, quasi a sorpresa, la seconda posizione. Quasi improbabile pensare di mettere nel mirino anche un possibile sorpasso ai danni di Maverick Vinales che invece, come un indemoniato, si muoveva con grande tranquillità sulla pista argentina facendo registrare tempi pazzeschi che, anche per lui, sembravano improbabili da raggiungere dopo le deludenti qualifiche del sabato.

Il duplice capolavoro Yamaha.

Spettacolo puro in Argentina. Maverick Vinales vince e sale sul gradino più alto del podio seguito da una sontuosa gara da parte di Valentino Rossi che, partito dalla settima posizione, è riuscito a conquistare una seconda posizione che sembrava impensabile dopo le qualifiche. Ottima anche la gara di Cal Crutclow. Il pilota del team di Lucio Cecchinello è salito meritatamente sul podio con una terza posizione da applausi che ha messo ancora una volta in evidenza gli enormi progressi fatti dalla Honda RC213V. Buono anche il settimo posto della Ducati di Danilo Petrucci e la quinta posizione di Zarco che, dopo la rovinosa caduta in Qatar, ha mostrato ancora una volta il suo talento che, al primo anno in MotoGP, sta già sorprendendo tutti.