in foto: Valentino Rossi / GettyImages

In MotoGP non sono più gli anni d’oro di Valentino Rossi, neanche in termini di stipendio: dal suo nono titolo iridato, nel 2009, sono già trascorse sette stagioni in cui lo scettro di campione del mondo è passato tra le mani di Jorge Lorenzo (2010), Casey Stoner (2011), e poi ancora Lorenzo (2012 e 2015) e Marc Marquez (2013, 2014 e 2016). Quella del 2017 sarà quindi l’ottava volta che Rossi tenterà l’impresa del decimo mondiale, la quinta di fila dal suo ritorno in Yamaha dopo la difficile parentesi Ducati che lo ha tenuto lontano dalla vittoria per due intere stagioni. Da allora, a cambiare non solo gli equilibri in pista ma anche gli ingaggi che, nel caso del Dottore, hanno visto un ritocco al ribasso rispetto ai precedenti con la Yamaha, tanto che, dopo gli ultimi movimenti di mercato, il pesarese non è più al vertice della classifica dei Paperoni delle due ruote.

Jorge Lorenzo.

Ha sempre negato che sia stata l’offerta economica a spingerlo a cambiare ma per il 2017 è il suo l’assegno più pesante: secondo più fonti, il contratto biennale firmato da Lorenzo con la Ducati è pari a 12,5 milioni di euro a stagione, quasi il doppio rispetto ai 6,5 milioni percepiti dalla Yamaha nella passata stagione: Borgo Panigale non ha badato a spese per accaparrarsi uno big del mondiale e andare a caccia di quell’impresa che in MotoGP è riuscita solo a Stoner, nel 2007.

Marc Marquez.

Ingaggio lievitato anche per Marc Marquez che nel 2016 ha rinnovato il suo impegno con la Honda fino al 2018: per trattenere el Cabroncito in HRC, la casa nipponica dovrà staccare un assegno di 9 milioni di euro a stagione, cifra spesa bene se si considera che l’attuale campione del mondo in carica ha colto il suo terzo e ultimo titolo in MotoGP in appena quattro stagioni in top class.

Valentino Rossi.

Rossi è ‘solo’ terzo sul podio dei piloti più pagati: per il 2017 il Dottore vedrà un assegno di ‘appena’ 6,5 milioni di euro. Nulla a che vedere rispetto al precedente accordo di 10 milioni annui, anche se il nuovo stipendio è più che raddoppiato da sponsorizzazioni, diritti d’immagine e eventuali bonus per vittorie e obiettivi raggiunti.

Dani Pedrosa.

Si conferma a piedi del podio anche se il suo ingaggio non regge il confronto con gli stipendi dei colleghi: per il 2017 Dani Pedrosa guadagnerà 2,5 milioni di euro dalla Honda che per il prossimo biennio conferma lo stipendio degli ultimi due anni, bonus esclusi ovviamente.

Ex aequo Dovizioso, Vinales e Iannone.

In tre in quinta posizione, tutti e tre a quota 1,5 milioni di euro, anche se l’ingaggio, nel caso di DesmoDovi, è ridotto del 50% rispetto allo stipendio dell’ultima stagione, in virtù della cifra stellare sborsata dalla Ducati per convincere Lorenzo. Assegno da 1,5 milioni di euro anche dalla Yamaha per ‘Top Gun’ Vinales e dalla Suzuki per Andrea Iannone.

Aleix Espargaro.

Ottavo in classifica e ultimo pilota a vedere un assegno a sei zeri: per il 2017 l’Aprilia ha messo sul tavolo di Aleix Espargaro 1 milione di euro a stagione, lo stesso ingaggio che il catalano percepiva in Suzuki prima che il team guidato da Davide Brivio decidesse alzare il tiro, ingaggiando Andrea Iannone, e svezzare un nuovo rookie, Alex RIns, come accaduto con Vinales dalla Moto2.

Cal Crutchlow e i piloti KTM.

Completano la top ten Cal Crutchlow e la nuova coppia di piloti KTM, Bradley Smith e Pol Espargaro. Papà Cal, per la sua terza stagione in sella alla Honda del team di Lucio Cecchinello percepirà 800mila euro, confermando lo stipendio percepito nelle ultime due stagioni in LCR, mentre Smith e Espargaro guadagneranno 750mila euro a testa. Alle loro spalle la coppia del team Pramac, Danilo Petrucci e Scott Redding, entrambi a 150mila euro a stagione.