in foto: Valentino Rossi / GettyImages

Pausa estiva finita per il Motomondiale che questo fine settimana torna in pista all’Autodromo di Brno per il Gp della Repubblica Ceca, primo dei due Gp consecutivi del mese di agosto con quello al Red Bull Ring di Spielberg, in Austria, del prossimo weekend. A sbarcare da leader è il campione del mondo in carica Marc Marquez ma alla vigilia della seconda parte di stagione sono quattro i piloti racchiusi in un fazzoletto di appena 10 punti, gli stessi quattro che si sono alternati in vetta alla classifica durante la prima fetta di mondiale. Maverick Vinales, primo inseguitore dello spagnolo, è ad appena -5 lunghezze, con Andrea Dovizioso a -6 e Valentino Rossi a -10, senza dimenticare Dani Pedrosa, quinto in classifica a 26- dalla vetta. Al rientro dalle vacanze la lotta al titolo appare dunque un affare incerto e con ancora 9 gare in calendario il mondiale 2017 è decisamente ancora tutto da giocare.

Honda a Brno con due giorni di test all'attivo.

Tutti lì, pronti al ritorno in pista, con il nome del talento di Cervera sul rigo più alto della classifica piloti grazie alla vittoria al Sachsenring e che, dopo il round tedesco, insieme a compagno di squadra Dani Pedrosa e al portacolori del team LCR, ha raggiunto Brno per due giorni di test privati durante i quali la Honda ha messo a disposizione dei piloti un nuovo telaio e alcune soluzioni per provare a migliorare l’accelerazione della RC213V, tallone d’Achille del prototipo della casa Alata già dalla passata stagione. Due giornate di collaudi che potrebbero mostrarsi un vantaggio per i piloti legati ad HRC nonostante lo stesso Marquez si sia mostrato abbastanza scettico sulle novità, sottolineando di non attendersi un grande passo in avanti da qui alla fine della stagione. Ad ogni modo, con i suoi piloti la Honda ha conquistato cinque delle ultime sei gare disputate sul circuito di Brno, compresa la vittoria dello scorso anno di Cal Crutchlow dopo un Gp complicato dalle difficili condizioni meteo.

Yamaha con due moto con il nuovo telaio.

Dalla gara in Repubblica Ceca quello del telaio non sarà più un problema per i piloti del team Yamaha ufficiale dal momento che dopo Assen e Sachsenring (dove la casa dei Tre Diapason ha messo a disposizione la nuova soluzione su una sola delle due M1 di ciascuno dei suoi piloti) entrambe le moto avranno il nuovo telaio. Nessun rischio, quindi, in caso di flag to flag o eventuali incidenti, anche se le incognite restano il grip al posteriore, aspetto che le Yamaha soffrono più di Honda e Ducati sui circuiti con scarsa aderenza, e la ricerca di un buon setting sul bagnato, considerate anche le previsioni che danno pioggia per la giornata di domenica 6 agosto. Quanto alla lotta interna, tra Vinales, apparso imbattibile in Qatar e Argentina, e Rossi che ad Assen ha centrato la prima vittoria stagionale, appena cinque punti in classifica ma numeri che a Brno sono da record per il Dottore, sette volte sul gradino più alto in Repubblica ceca, cinque in top class, con l’ultima vittoria targata nel 2009 e sempre sul podio nelle ultime tre stagioni.

Dovizioso in lotta, Lorenzo arranca.

Due vittorie all’attivo, la prima al Mugello senza usare troppo il cervello, e la seconda al Montmelò di Barcellona, sfruttando intelligenza nel gestire le gomme, non possono essere un caso dopo 9 gare: terzo in classifica piloti, Andrea Dovizioso ha dimostrato di essere tra i migliori della categoria grazie a un ottimo stato di forma e un feeling ottimale con la sua Desmosedici GP. Per il forlivese la prova in Repubblica Ceca precede di una settimana quella austriaca dove lo scorso anno regnarono incontrastate le Rosse di Borgo Panigale, per cui un buon piazzamento in Moravia prima dell’appuntamento al Red Bull Ring potrebbe concedergli alte probabilità di riacciuffare la vetta della classifica. Dall’altra parte del box, anche Jorge Lorenzo attende di dire la sua nella gara di Spielberg ma pure per lui, prima ci sarà il Gp di Repubblica Ceca dove il maiorchino vorrà fare bene, ricaricato dal relax della pausa estiva. Il suo esordio sulla Rossa non è stato tra i migliori in sella a una Ducati, e il suo nome è ovviamente dietro a quello di Casey Stoner, ma anche di Andrea Iannone e Valentino Rossi. Evidentemente l’avvio del 30enne di Maiorca è più in linea con quei piloti che hanno vista compromessa la loro prima stagione in Ducati, come nel caso di Sete Gibernau che nel 2006 fu costretto a saltare anche due gare dopo l’incidente in partenza nella gara di Barcellona. Nella seconda parte di mondiale Lorenzo si attende “una modifica importante”, Dovizioso ahimè lo sconfessa, mostrando una Ducati competitiva su tutti i circuiti: una differenza decisamente chiara, sottolineata dalle 58 lunghezze che lo separano dal compagno di squadra che per adesso fanno di Lorenzo il ruolino di marcia al box.

Zarco e Folger pronti al colpaccio.

Temuti e pronti al colpaccio i due rookie del team Yamaha Tech3: Johann Zarco, vincitore della gara dello scorso anno in Moto2 a Brno, e il compagno di squadra Jonas Folger, che alla vigilia della tappa in Repubblica Ceca occupano rispettivamente il sesto e settimo posto in classifica piloti, tallonati da Danilo Petrucci, terzo ducatista sulla Desmosedici Gp in versione 2017, rivelazione e conferma della prima parte di stagione. In cerca di una svolta, invece, Andrea Iannone: per l’abruzzese di è parlato di crisi al box Suzuki ma ciò che è certo è che per lui l’adattamento alla nuova moto è più lento del previsto. Per il The Maniac le ultime nove gare di questa stagione serviranno a ricercare il feeling ottimale con il prototipo di Hamamatsu con l’obiettivo di crescere e riportare la GSX-RR al vertice nella seconda parte di stagione.