Quarto dietro a Dani Pedrosa e Maverick Vinales, dopo una gara che, per come si era messa, non era per nulla scontata. Ennesimo Gp flag to flag, con cambio moto in gara, che poteva essere un disastro per Valentino Rossi. In Repubblica Ceca, però, il Dottore non ha ignorato la tabella mostrata dal muretto, salvo poi comprendere che l’indicazione è arrivata con un giro di ritardo. “Capire il momento giusto per rientrare non è il mio miglior pregio, però purtroppo dal box hanno aspettato un giro di troppo per darmi la tabella. Se mi fossi fermato il giro dopo Marquez, quando sono rientrati Vinales e Pedrosa, avrei potuto lottare per il podio” ha detto il pesarese.

Brno poteva essere un disastro.

Un errore da “somari” al quale Valentino ha rimediato con una grande rimonta. Rientrato alla fine del 5° giro in 14° posizione, a 28 secondi da Marc Marquez, il Dottore ha impresso un ritmo infernale, archiviando in poche tornate i vari Pol Espargaro, Jack Miller, Karel Abraham e Scott Redding che lo precedevano. Infine è toccato anche a Petrucci e Crutchlow finire dietro agli scarichi della Yamaha. “Avevo un buon passo e ho trovato subito feeling con la seconda moto. Con Petrucci è stata dura, ma anche con Crutchlow perché anche lui andava forte: ho tirato una gran staccata che, per fermarmi, mi sono attaccato con le unghie all’asfalto” ammette, guardando il bicchiere mezzo pieno. “Poteva andare meglio, ma anche molto peggio. Per me è un passo avanti, visto che di solito in queste gare faccio dall’ottavo al decimo, invece sono quarto”. Punti dunque preziosi, anche se il divario in classifica dal “più furbo” Marc Marquez è pressoché raddoppiato: domenica prossima al Red Bull Ring, Marquez si presenterà con 14 punti di vantaggio su Vinales, 21 su Andrea Dovizioso, 22 su Valentino, con Pedrosa a – 31. Un margine che per Marquez, tornato a vincere due gare di fila dallo scorso autunno, è un cuscinetto che in passato ha già mostrato di saper trattare da ragioniere.

Oggi i test, poi subito in Austria.

A meno di 24 ore dall’amarezza per il podio sfumato, Valentino e quasi tutte le squadre MotoGp, sempre a Brno, sono in pista per una giornata di test ufficiali, l’ultima in programma prima della fine della stagione. Nuova occasione per i team di lavorare sulle moto, in vista della gara di domenica 13 agosto al Red Bull Ring, e soprattutto su nuove soluzioni aerodinamiche, come quelle che la Ducati ha mostrato negli ultimi giorni a Brno. È quindi ragionevole pensare che Jorge Lorenzo proseguirà con la carena alata che, su un circuito amico delle Rosse come quello di Spielberg, potrebbe fare la differenza, mentre Dovizioso dovrebbe provare il nuovo profilo nel pomeriggio. Va notato, però, che i team Ducati satellite Pramac, Avintia e Aspar non sono presenti a questa giornata di test. Yamaha, invece, metterà a disposizione di Valentino e Vinales anche un terzo telaio, sviluppato durante la pausa estiva, mentre l’Aprilia potrebbe provare una nuova carena. Per adesso, in una giornata che si prevede molto calda, a piazzare il proprio nome sul rigo più alto della tabella dei tempi è Vinales, che ha girato in 1’55.679, poco più di mezzo secondo sopra il tempo della pole di sabato.