Diciamoci la verità, chi se lo sarebbe mai aspettato che alla vigilia del Gran Premio di San Marino e della Riviera di Rimini in vetta alla classifica iridata ci fosse Andrea Dovizioso? Eppure nel primo anno dove i gradi di “secondo pilota” Ducati sono palesi (basta guardare l’abissale differenza tra il suo ingaggio e quello di Jorge Lorenzo), il forlivese ha fatto quel salto di qualità che ormai in pochi si attendevano dopo 15 anni di militanza nel Motomondiale riportando la Rossa a rivivere le emozioni provate un decennio prima con Casey Stoner.

Di certo riproporre quanto fatto dall’australiano nel 2007, unico campionato di MotoGP conquistato da un alfiere Ducati, è quasi impossibile (date le 10 vittorie e i 14 podi complessivi di Casey) ma andarci vicino e scrivere il proprio nome a carattere cubitali nella storia della casa di Borgo Panigale per il 31enne romagnolo non è un obiettivo così utopistico. Anzi. È un obiettivo talmente vicino che potrebbe essere raggiunto già domenica sul circuito di Misano intitolato allo sfortunato Marco Simoncelli, altro centauro “made” in Romagna che sulle due ruote ha regalato grandissime emozioni prima di quel maledetto incidente di Sepang del 2011.

Infatti, Andrea Dovizioso nelle prime 12 prove di questa stagione ha già conquistato 4 vittorie e 5 podi complessivi (ai 4 successi si aggiunge il secondo posto ottenuto nella gara d’esordio a Losail) e con un eventuale altro trionfo in una delle 6 gare che mancano al termine del Mondiale batterebbe il Casey Stoner del 2009 e del 2010 andando quindi a piazzare la terza migliore stagione di un singolo pilota della storia della Ducati in MotoGP. Davanti a lui rimarrebbero solo le due migliori stagioni dell’australiano in sella alla Rossa: quella difficilmente eguagliabile del 2007 (10 primi posti) e quella, che teoricamente può ancora superare, del 2008 (6 affermazioni).

Nessuno mai, eccetto Stoner in quelle due stagioni, era dunque riuscito prima di oggi a spingere così in alto una Desmosedici, nonostante dal team di Borgo Panigale di grandi piloti ne sono passati eccome: dal veterano Loris Capirossi a Sete Gibernau, da Marco Melandri al campione del mondo Nicky Hayden, fino alla leggenda da nove titoli iridati Valentino Rossi. Tutti fenomeni ma nessuno in grado di fare quanto fatto fin qui dal Dovi in questo, per lui splendido, 2017. E pensare che un anno fa, alla vigilia dello scorso GP di San Marino e della Riviera di Rimini, il forlivese, dopo 8 anni e mezzo di militanza nella classe regina poteva vantare una sola vittoria, vale a dire quella ottenuta con la Honda a Donington nel 2009.

Da domenica si troverà quindi a dover lottare con Marc Marquez e Maverick Vinales per l’ancora apertissimo titolo mondiale ma anche con la storia e, soprattutto con quel Casey Stoner (che è anche ad oggi l’unico ad aver vinto a Misano in sella ad una Ducati) che sembrava essere inarrivabile per chiunque ma che adesso può essere avvicinato dal “rinato” Andrea Dovizioso. E se ciò dovesse succedere proprio a Misano, ad una sessantina di chilometri dalla sua Forlì, sul circuito intitolato a quello che è stato l’avversario con cui più volte ha incrociato gli scarichi della propria moto e con il quale c’era un rapporto all’insegna della stima e del rispetto reciproco, ossia l’indimenticato coetaneo Marco Simoncelli, non sarebbe altro che la ciliegina sulla torta di una stagione già comunque da incorniciare.