in foto: Sebastian Vettel – Getty Images

La Formula 1 è arrivata al giro di boa; il Gran Premio di Silverstone, infatti, rappresenta il decimo appuntamento dell'anno, quello in cui è possibile tracciare un primo bilancio della stagione e cercare, per gli inseguitori, di capire come ridurre il gap dal leader e per chi comanda, in questo Sebastian Vettel che può vantare 20 punt sul rivale Lewis Hamilton, di gestire il vantaggio fin qui accumulato. Un'arte in cui il tedesco sembra essere maestro: ogni volta che il pilota di Heppenheim si è trovato in testa al mondiale è sempre riuscito a conquistare il titolo.

Se va in testa il tedesco diventa campione.

Sono quattro i trofei di campione del mondo messi in bacheca dal ferrarista, tutti conquistati con la Red Bull. Era il 16 maggio del 2011 quando il tedesco, grazie al 2° posto conquistato a Montecarlo, riuscì a scavalcare Fernando Alonso conquistando la vetta della classifica piloti, seppur in coabitazione con Mark Webber: nonostante uno zero in Turchia, però, riuscì a rimontare vincendo gli ultimi due Gp della stagione e portando a casa il primo titolo iridato. L'anno dopo, nel 2012, Vettel partì a rallentatore, ma questo non impedì al tedesco di issarsi in testa alla classifica: come nella stagione precedente una volta conquistata la vetta del mondiale, nonostante il recupero di Alonso, il titolo fu suo con 3 punti di vantaggio sullo spagnolo.

Non c'è due senza tre ed ecco il terzo indizio a fare la prova: è il 2013, Vettel è ormai una realtà nel mondo della Formula 1 e lo dimostra partendo subito a razzo. Due vittorie e un terzo posto nelle prime 4 gare; da quel momento in poi iniziò la cavalcata trionfale del tedesco, capace di vincere 9 Gran Premi a fine stagione confermando la statistica che lo vuole campione del mondo ogni volta che arriva in vetta alla classifica. Un caso più unico che raro quello di Vettel visto che leggende come Schumacher, Senna o Prost hanno perso, almeno una volta in carriera, un mondiale in cui si erano trovati in testa. Quest'anno, nonostante un duello serratissimo con Lewis Hamilton, il ferrarista guida il mondiale dall'inizio della stagione; mancano ancora molte gare alla fine della stagione, il traguardo è ben lontano dall'essere raggiunto, ma se la statistica non mente, nonostante gli scongiuri del popolo Ferrari, il tedesco può dormire sonni relativamente tranquilli.