in foto: Sebastian Vettel dopo la vittoria in Bahrain – Getty Images

La Ferrari si riscopre vincente nella calda notte del Bahrein, quella che a molti poteva sembrare solo un'illusione si sta piano piano trasformando in realtà: la SF70H è competitiva e può giocarsi il titolo con la Mercedes capace di dominare le ultime tre stagioni. Le Frecce d'argento hanno trovato pane per i loro denti, merito soprattutto di Sebastian Vettel che, dopo gli isterismi della scorsa stagione, sembra essere tornato il pilota che dominava il campionato ai tempi della Red Bull.

Vettel meglio di Schumacher.

Quello appena iniziato è il terzo anno per il tedesco alla guida della Rossa, mai era partito così forte da quando guida per il Cavallino: nel 2015, nelle prime tre gare, arrivarono la vittoria in Malesia e un doppio terzo posto mentre nella stagione scorsa ci furono l'argento cinese, il bronzo australiano e il ritiro in Bahrain. Quest'anno, invece, la musica sembra cambiata, le vittorie, grazie al successo di ieri nel deserto, sono già due, alle quali va aggiunto il secondo posto in Cina che solo per colpa della safety car non si è trasformato in un altro trionfo. Il pilota della Ferrari ha fatto meglio anche del suo maestro, quel Michael Schumacher che impiegò 5 anni per arrivare al titolo con la scuderia di Maranello: proprio nel 2000, anno del suo primo trionfo in rosso, il tedesco portò a casa tre successi nelle prime gare, ma nel 1998, ossia al terzo anno con la Ferrari, proprio il punto in cui si trova Vettel, dovette accontentarsi della vittoria in Argentina, del 3° posto in Brasile e di un ritiro in Australia.

Così bene solo ai tempi della Red Bull.

Un inizio di stagione da record per Vettel che sembra riportare indietro la Formula 1 di qualche anno: nel 2011, infatti, quando il tedesco riuscì a infilare la stessa serie fatta registrare in questo avvio con la Rossa di Maranello. Vittorie in Australia e Malesia, alle quali va aggiunto il secondo posto in Cina, con la Red Bull: proprio in quell'anno arrivò il titolo mondiale, il secondo in carriera per il pilota di Heppenheim. Un precedente incoraggiante che alimenta le speranze di titolo: quando il tedesco parte così forte difficilmente fallisce l'obiettivo. Una stagione come quella sembra impossibile da ripetere – le vittorie furono 11 in 19 gare -, la Mercedes ha molto potenziale e il gap dalla Ferrari è minimo, ma il tedesco è partito forte: è dal 2007 che un pilota di Maranello non diventa campione del mondo, l'inizio di Sebastian Vettel non può che alimentare speranze iridate.