V come Vettel, V come vendetta: la cercava da un anno il pilota della Ferrari che nella stagione scorsa non era neanche riuscito a partire a causa di un guasto alla sua vettura. Il 2017, però, ha già dimostrato come la musica, in Formula 1, sia cambiata, la sinfonia che va per la maggiore adesso è quella suonata dalla Rossa del tedesco. Il ferrarista conquista il Gran Premio del Bahrain, secondo successo stagionale in tre gare, il leader del mondiale è sempre lui; Lewis Hamilton, che lo aveva raggiunto dopo il successo in Cina, è ricacciato nuovamente indietro.

in foto: Sebastian Vettel – Getty Images

Show del tedesco nel deserto.

Il tedesco decide di dare subito spettacolo: la partenza è quella dei tempi migliori, Hamilton non riesce a difendere la seconda posizione, il primo ruota a ruota della stagione lo vince Vettel che si mette subito all'inseguimento di Bottas mentre l'altra Ferrari di Kimi Raikkonen fatica, superata da Max Verstappen e Felipe Massa. Il finlandese della Mercedes resiste, non c'è spazio per il sorpasso e allora ecco che entra in gioco la strategia Ferrari: Vettel rientra ai box e monta le gomme supersoft. La Red Bull copia; la mossa sarebbe anche giusta, ma Verstappen finisce nella ghiaia. Fasi concitate, Sainz Jr e Stroll arrivano al contatto, entra la safety car, manna dal cielo per il tedesco che ringrazia e va al comando. Non solo attacco per il ferrarista, ma anche grande difesa su Valtteri Bottas che tenta il sorpasso al rientro della vettura di sicurezza a dimostrare che il repertorio è più completo che mai.

Hamilton, penalizzato, è 2°.

A infierire su Lewis Hamilton arriva anche la penalità di 5 secondi per aver guidato troppo lentamente in pit lane e aver rallentato Daniel Ricciardo, l'inglese è chiamato alla rimonta. Intanto Kimi Raikkonen rimonta, portandosi in quarta posizione dopo il secondo turno di pit stop: buona prova del finlandese che risponde alla critiche del presidente Marchionne, i suoi sorpassi su Felipe Massa e soprattutto su Daniel Ricciardo sta lì a ricordare che non si diventa campioni del mondo per caso, ma fallisce ancora una volta l'appuntamento con il podio. Vettel spinge forte, il ritardo da Lewis Hamilton diminuisce giro dopo giro, il trionfo è certificato dal pit stop dell'inglese che sconta la penalità e monta le gomme soft: è la mossa che permette al tedesco di festeggiare il suo secondo successo stagionale riprendendosi la testa del mondiale in solitaria. L'inglese schiuma di rabbia, tenta la rimonta disperata, ma non c'è più nulla da fare. La SF70H non è solo un'illusione, quella creata a Maranello può già essere considerata una splendida realtà.