Andrea Dovizioso / Getty
in foto: Andrea Dovizioso / Getty

Quello di Jerez sarà un fine settimana speciale per Andrea Dovizioso. In Spagna il forlivese sarà al via del suo 200° GP in top class, diventando il sesto pilota a tagliare il traguardo delle 200 partenze in classe regina e il terzo italiano a raggiungere questa importante pietra miliare dopo Valentino Rossi a quota 326 partenze e Loris Capirossi a 217. Un weekend in cui, se alla fine salirà sul podio, potrà eguagliare altre due leggende delle due ruote, Mick Doohan e Wayne Rainey, che rispettivamente hanno messo insieme 95 e 54 podi nel Motomondiale e in top class, in entrambi i casi solo uno in più di DesmoDovi.

Dovizioso da leader in Spagna

A rendere ancora più ricca di significati la prima gara europea in calendario, l’impressione che dopo i primi tre round la vetta della classifica piloti conquistata da Dovizioso e quella costruttori della Ducati vadano oltre il regalo arrivato ad Austin da Marc Marquez e dalla rivale Honda che in Texas ha visto alla bandiera a scacchi il solo Takaaki Nakagami. Più che per i punti, sono soddisfatto soprattutto per le sensazioni provate in queste prime tre gare. La nostra competitività è cresciuta ulteriormente e siamo riusciti a difenderci anche su piste storicamente difficili per noi – spiega Dovizioso, al comando con 54 punti davanti a Rossi, Rins e Marquez racchiusi in appena 9 lunghezze di ritardo – . Quest’anno ci sono ancora più piloti in grado di lottare per il podio ed il campionato è appena iniziato”. A Jerez la Ducati ha ottenuto una vittoria e cinque podi complessivi ma per Dovizioso la pista andalusa resta ancora un tabù: “Penso che potremo fare meglio che in passato, e già lo scorso anno in gara avevamo dimostrato di aver fatto dei passi avanti, ma dobbiamo restare sempre concentrati e continuare il lavoro di sviluppo per potercela giocare su tutte le piste”.

Petrucci: "Lavoriamo sui dettagli"

Pronto a riscrivere le statistiche della Rossa anche Danilo Petrucci, 5° in campionato a 14 punti dal compagno di squadra: “La tappa di Jerez, sulla carta, è più favorevole al mio stile di guida rispetto alle prime tre gare, quindi sono abbastanza fiducioso – spiega Petrux – . Nei test invernali sono stato veloce e anche in gara lo scorso anno avevo lottato per il podio fino alla fine ma chiaramente voglio essere più competitivo. Fin qui abbiamo raccolto comunque punti importanti e questa piccola pausa è stata utile per ricaricare le batterie ed individuare alcuni particolari da ottimizzare durante il weekend. Stiamo lavorando su piccoli dettagli che possono fare la differenza, e non vedo l’ora di scendere in pista”.