Quante volte ho rivisto la gara di Misano? Diciamo che non c’era molto da vedere, credo di averla vista solo una volta. Di solito guardo quelle dove vado bene – . Valentino Rossi esorcizza con una battuta l’ultimo Gran Premio sulla pista di casa – . Speravamo di lottare lì davanti, quindi non è una delle più belle gare da rivedere”.

40 gare senza vittorie, ad Aragon serve risalire

Il quarto posto di Misano, il terzo di fila dopo quelli di Spielberg e Silverstone, ma soprattutto il ritardo dalle altre Yamaha restano un campanello d’allarme che, in termini di vittorie, per il Dottore suona da 40 gare, una triste coincidenza con gli “anta” festeggiati qualche mese fa. Non il digiuno più lungo della sua carriera (44 gare) che risale al periodo a cavallo del biennio in Ducati (Sepang 2010-Assen 2013) ma comunque la peggiore striscia negativa da quando è tornato in Yamaha.

Per adesso, il suo ultimo trionfo resta quello di Assen nel 2017, mentre l’ultimo podio è il secondo posto arrivato ad Austin, nella terza gara di questa stagione. Da allora, Vinales ha conquistato altri cinque podi, inclusa la vittoria di Silverstone e il podio di domenica a Misano. Diversamente da Valentino, lo spagnolo non ha ancora sciolto le riserve sul nuovo forcellone in carbonio e il doppio scarico (“Serve raccogliere più dati e per capire cosa funziona o meno”) con cui la Yamaha sta provando a risolvere i problemi della M1. Rossi, d’altra parte, su una pista storicamente ostica come Aragon (“Per qualche motivo per me è una delle più difficili durante l’anno”) è deciso a verificare se i passi in avanti fatti con le nuove soluzioni saranno confermati. “Aragon è sempre stata una pista molto difficile e soprattutto negli ultimi anni abbiamo sofferto con la Yamaha – spiega – . Quindi sarà interessante capire se riusciremo a portare qui i progressi fatti nelle ultime gare, a fare un po’ meglio e ad essere più competitivi”.

Valentino Rossi, 40 anni / Getty
in foto: Valentino Rossi, 40 anni / Getty

Viste le premesse, il weekend si preannuncia di grande lavoro al box. L’obiettivo resta il podio. “Vedremo come andrà, perché nelle ultime gare siamo un po’ migliorati. Fino alla fine del Mondiale, Aragon e Valencia sono le piste più difficili, mentre Thailandia, Giappone, Australia e Malesia quelle dove sulla carta dovremo essere piuttosto competitivi”. Più ottimista Vinales che, al contrario, apprezza moltissimo le caratteristiche della circuito di Aragon: “È una pista che mi piace tantissimo e cercherò di dare il massimo – promette lo spagnolo in conferenza stampa – . A Misano ho fatto una gara particolarmente buona, abbiamo avuto un buon passo e dobbiamo cercare di mantenere questa tendenza. Quartararo? La sua sua velocità ci motiva ad essere più veloci, è importante per portare le Yamaha al top”.