Con l’allarme smog, i divieti di circolazione diventano sempre più stringenti in molte aree urbane. Da Torino a Milano, Bologna, Firenze, Roma e Napoli, sono diverse le città italiane ad aver imposto lo stop del traffico. Le limitazioni, stabilite autonomamente dalle Amministrazioni, possono avere carattere provvisorio, cioè decise in base ai livelli di inquinamento, oppure permanente, cioè indipendenti dallo sforamento del limite di PM10. Ad esempio, in molti centri urbani di Piemonte, Lombardia, Veneto e Emilia Romagna, dal lunedì al venerdì, dalle ore 7:30 alle 19:30, è attivo il divieto di circolazione per i diesel Euro 3 (o inferiori) oltre che per i veicoli benzina Euro 0 (si consiglia di consultare il sito del Comune di residenza per verificare nel dettaglio tutte le restrizioni). Limitazioni che, dal 1° ottobre 2020, negli stessi centri urbani coinvolgeranno anche le auto benzina Euro 1. A Roma, invece, la Sindaca Virginia Raggi ha imposto il divieto di circolazione provvisorio di tutti i veicoli diesel, inclusi i più moderni Euro 6, in diverse aree della Capitale, rendendo più restrittivo lo stop permanente (valido 24 ore su 24 nei giorni feriali) già in vigore per i diesel Euro 3 (o inferiori) e benzina Euro 2 (o inferiori).

Uno scenario diversificato che, in alcuni casi, con il crescere dei livelli di polveri sottili, aumenta le categorie di veicoli coinvolte dal blocco della circolazione. Per questo motivo è importante conoscere a quale classe ambientale appartiene la propria auto e sapere con esattezza se e quando determinate vetture possono circolare.

Come scoprire la classe ambientale del proprio veicolo?

Ci sono più modi per sapere a quale classe ambientale (categoria Euro) appartiene un veicolo: per scoprire se la propria auto è Euro 0, Euro 1, Euro 2, Euro 3, Euro 4, Euro 5 o Euro 6:

a) Si può consultare il libretto dell’auto: la classe ambientale è riportata sulla carta di circolazione ma, anziché la dicitura “Euro 1”, “Euro 2”, ecc…, è presente il riferimento relativo alla normativa sulle emissioni inquinanti rispettata dal veicolo. Ad esempio, sul libretto di tipo nuovo (formato A4), alla lettera V.9 del riquadro 2, un veicolo immatricolato nel 2006 può avere la seguente dicitura “98/69/CE B” che sta per “Euro 4” ma, vista la mancata immediatezza dell’informazione, è necessario “decifrare” ciò che è scritto nel documento: una soluzione può essere quella di ricorrere a internet, collegandosi al sito Aci a questo link, selezionare la sigla riportata e verificare a quale classe ambientale corrisponde il codice. Sempre allo stesso link, i residenti nelle Regioni convenzionate con Aci possono, in alternativa, ottenere una risposta inserendo tipologia e targa del veicolo.

b) Si può interrogare il database de Il Portale dell’Automobilista: sul web, uno dei servizi online messo a disposizione dal Dipartimento dei Trasporti permette di verificare la classe ambientale di autoveicoli, motoveicoli e ciclomotori: una volta selezionata la tipologia di veicolo, è sufficiente inserire il numero di targa e avviare la ricerca per ottenere una rapida risposta.

c) Si possono utilizzare applicazioni per smarphone o tablet: scaricando l’app iTarga o AciSpace, è possibile controllare la classe ambientale del proprio veicolo inserendo il numero di targa e avviando la ricerca. Oltre a questo responso, si possono ottenere altre informazioni, come la scadenza di bollo e assicurazione.

Qual è la multa per chi non rispetta il divieto?

Secondo quanto previsto dall’art.7 comma 13-bis del Codice della Strada, chi non rispetta il blocco del traffico e “circola con veicoli appartenenti, relativamente alle emissioni inquinanti, a categorie inferiori a quelle prescritte, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 163 a 658 euro”. In caso di reiterazione della violazione nel biennio, si incorre nella sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da 15 a 30 giorni.