Auto Elettriche: Le Strategie di ricarica Renault

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Renault sta sviluppando un suo sistema di ricarica che presto introdurrà nei paesi in cui verranno commercializzate le sue vetture.

Al salone di Parigi moltissime le novità in fatto di mobilità ecosostenibile, la maggior parte della case automobilistiche hanno presentato i loro modelli elettrici o ad alimentazione ibrida che inizieranno a colonizzare il mercato nei prossimi anni.

Renault ha presentato dei modelli ad alimentazione elettrica ma ha tenuto a soffermarsi sulle strategie di ricarica presentando una sua personale interpretazione.

Il problema maggiore con le auto elettriche sono i tempi di ricarica, non basta fermarsi in un qualsiasi distributore e perdere quei cinque minuti, Renault sta pensando ad una triplice modalità di ricarica delle batterie al litio che alimentano i motori della gamma Z.E.

Una prima modalità, definita Standard, consente di ricaricare la vettura nel proprio box di casa o in apposite colonnine nei parcheggi delle aziende.

La seconda modalità, definita Rapida, consente di ricaricare la batteria in mezz’ora. C’è bisogno di un cavo di alimentazione molto più grande e sarà disponibile solo nelle colonnine pubbliche. Thierry Koskas di Renault avverte però: “E occorrerà non abusarne. Perché il rischio maggiore, quello che a lungo andare può pregiudicare la durata della batteria, è il suo surriscaldamento: nel sistema rapido, la temperatura della batteria aumenta di 10°. Anche se nella Fluence è previsto un sistema di raffreddamento a liquido che permette di mantenere la temperatura dell'accumulatore a livelli ottimali, questa non deve mai superare i 60°”.

La terza modalità si chiama Quickdrop e prevede la sostituzione della batteria o del materiale interno in appositi centri che Renault sta allestendo, per ora in Israele e Danimarca. Koskas a tal proposito ha specificato: “Per questa modalità stiamo studiando un metodo di pagamento a forfait mensile, che comprenda il noleggio della batteria e le spese di manutenzione. Potrebbe essere una scelta azzeccata per alcune categorie di automobilisti, come i conducenti dei taxi, che percorrono fino a 200 – 250 km al giorno”.

Roberto Ferrari

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