La Russia, per la Ferrari, si rivela indigesta: la pole position ottenuta da Charles Leclerc aveva illuso la scuderia italiana, ma a risvegliare il team di Maranello – reduce dalle vittorie in Belgio, Italia e Singapore – ci hanno pensato sfortuna, mancanza di affidabilità e la Mercedes, perfetta nell'approfittare delle lacune altrui. Una gara, quella di Sochi, che avrebbe potuto avere un esito diverso, ma che ha portato in dote solo un 3° posto ottenuto dal pilota monegasco che non può certo soddisfare la Rossa.

Mattia Binotto – LaPresse
in foto: Mattia Binotto – LaPresse

Una giornata di dimenticare per la Ferrari, tradita dalla parte ibrida sulla vettura di Vettel, e beffata dalla virtual safety car provocata dal tedesco che ha permesso a Hamilton di fare il pit stop decisivo senza perdere la posizione nei confronti di Leclerc. A movimentare il post gara, però, è soprattutto la questione legata agli ordini di scuderia e al gioco di scie in partenza della Rossa con il team principal Mattia Binotto che non si è sottratto alle domande sull'argomento.

Avevamo chiesto a Charles di concedere la scia a Seb perché era il modo migliore essere davanti al 1° giro, ma non è Charles che gli ha concesso la scia, è Seb che se l'è presa; forse avremmo dovuto essere più chiari con loro prima della gara, da questo impareremo per il futuro. Non abbiamo cambiato subito le posizioni fra loro perché poi con un set così veloce non sarebbe stata forse la cosa ideale, ma c'erano altre occasioni dopo per cambiare – ha sottolineato ai microfoni di Sky – . Per vincere bisogna essere perfetti e non lo siamo stati, bisogna essere affidabili e non lo siamo stati oggi come in tutta la stagione. L'amarezza è tanta, dispiace, ma dobbiamo essere incoraggiati dai risultati del weekend, ci saranno altre gare nelle quali rifarsi.

Con una strategia diversa, forse, Leclerc avrebbe potuto agguntare il 2° posto; il pit stop del monegasco per montare le rosse e cercare di impensierire le Mercedes è avvenuto forse troppo tardi lasciando il monegasco bloccato alle spalle di Bottas. Una scelta che il team principal ha voluto spiegare sottolineando come quella della Ferrari sia stata una scommessa che, però, non ha pagato: "La scelta era tra mantenere il 2° posto e accontentarsi o provarci. Abbiamo fatto una scommessa ed è andata così. Dopo oggi siamo ancora più agguerriti. Non basta il 3° posto, non possiamo accontentarci soprattutto quando è frutto di nostri errori come l'affidabilità" ha concluso Binotto.