Le qualifiche del Messico hanno visto Max Verstappen con la Red Bull chiudere con il miglior tempo, ma la seconda pole position della carriera, per l'olandese, ha scatenato diverse polemiche: il giovane figlio d'arte, infatti, non ha alzato il piede nonostante l'esposizione delle bandiere gialle per l'incidente di Bottas all'ultima curva.

Il team principal Ferrari Mattia Binotto – LaPresse
in foto: Il team principal Ferrari Mattia Binotto – LaPresse

Binotto sul comportamento di Verstappen

Un comportamento che ha rischiato di far perdere la pole position all'olandese per violazione del regolamento sportivo che obbliga ogni pilota a ridurre in maniera significativa la propria velocità qualora un commissario sventolasse la bandiera gialla, segno che in pista c'è una situazione di pericolo. A sottolineare come la manovra di Verstappen non sia regolare ci ha pensato anche il team principal della Ferrari, Mattia Binotto, che non si è nascosto commentando l'episodio avvenuto in pista:

Sia Leclerc sia Vettel stavano migliorando, poi è difficile dire se sarebbe stato sufficiente per centrare la pole position. I nostri due piloti hanno alzato il piede, è una questione di sicurezza; le bandiere gialle erano esposte, non farlo significa infrangere il regolamento. Purtroppo l'incidente è capitato, tutti e due hanno rallentato e non c'era altro da fare – ha dichiarato ai microfoni di Sky -. Penalizzare Verstappen? Lascerei fare il lavoro alla FIA, hanno tutti i dati per poter giudicare. Le immagini ci sono, lasciargli fare il loro lavoro è giusto. E’ un tema evidente di sicurezza a tutti gli effetti.

Parole chiare quelle del team principal della Rossa che, pur non entrando nel merito della penalità all'olandese, ribadisce con forza il comportamento corretto da parte dei due piloti della Ferrari che hanno rallentato in maniera importante dicendo addio alle speranze, soprattutto nel caso di Vettel, di cogliere una pole position importante anche per le gerarchie interne. La FIA, però ha deciso di non assegnare la penalità a Verstappen, rendendo quella del Messico una qualifica con un precedente pericoloso.