Cambiamento epocale per quando riguarda il pagamento del bollo auto per chi utilizza veicoli a noleggio a lungo termine. Una nuova norma, inserita nella Legge di Bilancio approvata a fine anno, prevede che ad essere tenuto al pagamento dell’imposta, finora compresa nel contratto, sia l’utilizzatore del veicolo, in base alla regione di residenza. “Un assurdo passo indietro – denuncia l’Aniasa, l’Associazione Nazionale Industria Autonoleggio e Servizi Automobilistici – .  L’esatto contrario del concetto di smart mobility. soprattutto in quanto la misura è di complessa applicazione e rischia di produrre pericolosi effetti inattesi”.

Bollo auto, batosta per il noleggio a lungo termine

Tutto parte dalla nuova norma, fortemente criticata dagli operatori per cui, dal 1° gennaio 2020, a dover provvedere al pagamento del bollo debba essere chi noleggia un veicolo a lungo termine (con un contratto di durata pari o superiore ai 12 mesi). Finora, l’adempimento spettava alle società di noleggio, interessando la regione in cui ha sede la società stessa.

La norma aumenta la burocrazia e i costi per chi usa l’auto aziendale e produrrà minori introiti per l’Erario, con il rischio concreto di una forte crescita dell’evasione della tassa automobilistica e di un boom di contenziosi connessi al mancato o non corretto pagamento del bollo.

In una lettera aperta indirizzata ai Ministri dell’Economia e dei Trasporti. l’Aniasa chiede al Governo “di intervenire urgentemente, posticipando l’entrata in vigore della norma, fino a quando non saranno operative procedure che consentano di adempiere all’obbligo” .

La nuova misura interessa oltre 1 milione di veicoli a noleggio e residenti in venti regioni con altrettante specifiche regolamentazioni. “Un provvedimento nato male e gestito peggio, in totale antitesi con la tanto declamata semplificazione amministrativa, che complica la vita del contribuente – evidenzia Massimiliano Archiapatti, Presidente di Aniasa – Ad oggi, risulta anche impossibile, per i proprietari dei veicoli, di effettuare in via informatica i pagamenti per i quasi 700.000 veicoli le cui targhe risultano all’Archivio Nazionale dei Veicoli. Per questi è necessario recarsi fisicamente presso gli uffici preposti, presentando carta di circolazione e copia del contratto per ogni singola targa”.