Le cartelle di pagamento in materia di bollo auto comprese tra il 2000 e il 2010 sono da considerarsi sanate annullando così i debiti per un importo fino a mille euro; è questo quanto stabilito dai giudici per quanto riguarda il pagamento degli arretrati inerenti una delle tasse più discusse del settore automobilistico. La norma che prevede la sanatoria, infatti, c'è già ed è il Decreto fiscale 2019 – chiamato anche "strappacartelle" – che stabilisce come la cartella di pagamento con importo inferiore a mille euro rientri nella pace fiscale.

Le cartelle fino a 1000 euro sono da considerarsi sanate

A chiarirlo ancora una volta è stata una recente sentenza che fa seguito a quella della Corte di Cassazione numero 11410 dello scorso 30 aprile e che, ancora una volta, ha ribadito come, pur non parlando espressamente di bollo auto, la pace fiscale è di applicazione generale e non consente deroghe in base alla natura del tributo iscritto a ruolo. L'ultimo caso in esame, come riportato dal portale Laleggepertutti.it, riguardava la richiesta da parte della Regione di un importo pari a 930,60 euro riguardante la tassa automobilistica per l'anno 2001; in questo caso i giudici hanno dato piena ragione all'automobilista cancellando il debito perché così previsto dalla legge. L'annullamento, che proprio grazie alla norma avrebbe dovuto essere automatico, era infine arrivato e così il Collegio ha concluso il processo dichiarando cessata la materia del contendere.

Lo stralcio delle cartelle, anche quelle riguardanti il bollo auto, dovrebbe operare in via automatica senza costringere i contribuenti a farlo dichiarare dal giudice a seguito di ricorso: il Decreto fiscale, infatti, prevede che i debiti di importo residuo fino a mille euro, comprensivi di capitale, interessi e sanzioni risultanti dai singoli carichi affidati agli Agenti della riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2010, siano automaticamente annullati senza l'obbligo di rivolgersi a un tribunale.