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Chrysler 200, la berlina americana dalle apparenze italiane (VIDEO/FOTO)

Nata dalla piattaforma della Giulietta, farà da base per le nuove Lancia. Disponibile anche con trazione integrale e propulsore V6 Pentastar.
A cura di Pietro Ginechesi
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Il gruppo Fiat arriva al Salone di Detroit con la nuova generazione della berlina 200. Questa nuova vettura in America rappresenta un modello con cui si punta al rilancio di Chrysler, mentre in Italia si rivela un'ottima occasione per la nascita di una nuova auto a marchio Lancia. La piattaforma di partenza è quella dell'Alfa Romeo Giulietta, capace di fornire un'ottimo confort di guida, senza rinunciare ad un tocco di sportività. La meccanica unisce tecnologie italiane ed americane, orientando la scelta delle motorizzazioni tra un quattro cilindri ed un V6.

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Esterni

Dal punto di vista estetico, la Chrysler 200 è una vettura completamente nuova, che si adatta alla perfezione coi gusti americani. Il corpo vettura segue linee semplici ed eleganti, la calandra assume la tipica forma a scudo, in una variante più stretta, rifinita da delle cromature ed una sottile griglia nera. I gruppi ottici si sviluppano in orizzontale, mettendo in evidenza le luci diurne a LED, che circondano lateralmente le lampade. La zona inferiore utilizza la stessa trama della calandra per rivestire la grossa presa d'aria centrale. Gli ampi sbalzi spingono la zona posteriore molto indietro, incrementando la capienza del portabagagli. I fanali di coda si estendono verso i profili laterali della vettura e dotano anch'essi luci a LED. Le ruote sono disponibili in numerose varianti, con diametri dei cerchi che spaziano tra 17, 18 e 19 pollici.

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Meccanica

La piattaforma C-Wide deriva direttamente dalla sorella italiana Alfa Giulietta e viene arricchita dall'ottimo assetto meccanico della 200. All'anteriore è presente uno schema di sospensioni MacPherson, ottimizzate esclusivamente per la berlina americana, adottando isolanti specifici sulle molle, al fine di ridurre la rumorosità e le vibrazioni in marcia. Al posteriore le sospensioni multi-link sono collegate ad un telaietto in alluminio con dei nuovi supporti in gomma, per migliorare il funzionamento della barra antirollio. La sterzo ha una risposta molto rapida, grazie al servosterzo elettrico con rapporto 15,2:1. La variante più potente può adottare anche la trazione integrale, attraverso un sistema capace di eliminare completamente la coppia motrice alle ruote posteriori, quando il sistema ESC rileva uno slittamento. In modalità Sport viene fornita quasi il 60% della potenza al retrotreno, al fine di offrire le massime prestazioni dinamiche.

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Motori

In America sarà disponibile con due propulsori. Un quattro cilindri 2.4 litri MultiAir2 Tigershark da 184 CV ed un V6 Pentastar da 295 CV. La trazione è posteriore, mentre il V6 è disponibile anche con la trazione integrale. Di serie i propulsori sono abbinati ad un cambio automatico ZF a nove rapporti, configurato per ridurre al minimo i consumi, soprattutto in autostrada, dove la 200 riesce a percorrere 35 miglia al gallone, circa 8,1 litri per 100 chilometri. Il cambio viene gestito da una leva rotante all'interno della console centrale, ma non mancano i tipici paddle sul volante. La varie configurazioni del ZF si adattano a numerose varianti, ricevendo dati in tempo reale dall'ESC e, allo stesso tempo, esaminando lo stile del guidatore, ciò permette di ottenere fino a 20 modalità di guida differenti.

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