La multa per il mancato utilizzo delle cinture di sicurezza alla guida, in determinati casi, può essere valida anche senza la contestazione immediata da parte delle Forze dell'Ordine; a stabilirlo è la Corte di Cassazione, con l'ordinanza numero 22991/19, che si è espressa su un particolare caso di un automobilista multato che aveva richiesto la notifica del verbale a casa in quanto aveva fretta. Una presa di posizione, quella dei giudici, per evitare che il guidatore multato possa pensare così, con una scusa, di evitare la contestazione per poi chiedere l'annullamento della sanzione ricevuta proprio a causa della mancata contestazione.

Le motivazioni della sentenza

Nel diffondere e commentare la sentenza, infatti, il portale dirittoegiustizia.it ha sottolineato come "se l'automobilista va di fretta e si allontana volontariamente, è legittima la mancata contestazione immediata e il verbale è sufficiente per ritenere accertato il colpevole mancato uso della cintura di sicurezza". In un caso simile, quindi, basta l'accertamento della violazione al Codice della Strada, come il mancato utilizzo delle cinture di sicurezza alla guida, per far scattare la multa. Nel caso in oggetto, infatti, era stato l'automobilista a richiedere la notifica a casa – quindi non immediata – a causa della fretta. Un particolare importante perché, secondo l'ordinanza, "la contestazione immediata è resa impossibile dall'allontanamento del trasgressore", mentre "è irrilevante che poi tale allontanamento avvenga senza l'autorizzazione dei verbalizzanti o, viceversa, avvenga con l'autorizzazione di costoro, all'esito di una richiesta in tal senso formulata dal trasgressore" è specificato.