L’undicesima e penultima tappa della Dakar, la Shubaytah-Haradh di 379 km di speciale e 365 di trasferimento, è un gustoso antipasto della finale. Penultima prova di questa prima edizione del Rally Raid in Arabia Saudita, nonché seconda parte della prova marathon che vieta il servizio di assistenza, lasciando ai soli equipaggi l’eventuale compito di riparare il proprio mezzo, è stata vinta da Stephan Peterhansel (Mini) che ha messo a segno l’80° successo di tappa e il quarto di quest’anno. Il francese, tredici volte campione della Dakar, ripartito dalla decima posizione, ha recuperato in fretta nei confronti dei rivali, transitando primo al waypoint del chilometro 58 e mantenendo il comando della corsa fino al traguardo.

Al-Attiyah accorcia le distanze da Sainz

Alle sue spalle, ha provato il tutto per tutto Nasser Al-Attiyah (Toyota) che, dopo gli errori di navigazione commessi ieri, ha replicato con una prova praticamente perfetta, chiudendo ad appena 10’’ dal battistrada. Un po’ meno bene è andata a Carlo Sainz (Mini) che ha fatto segnare il terzo tempo a 8’03’’ da Peterhansel, mantenendo comunque il comando della generale davanti ad Al-Attiyah e allo stesso Peterhansel, anche se ora ha un margine di circa 10’ sui suoi diretti inseguitori. Per Al-Attiyah ci sarà da scontare anche una penalità di 3’ rimediata nella terza tappa ma il vincitore dell’edizione 2019 ha ancora l’ultima speciale per provare a difendere la corona della Dakar.

Grande rimonta di Alonso

Una delle prestazioni più interessanti della giornata è stata però quella messa a segno da Fernando Alonso. Dopo il capottamento di ieri che lo aveva fatto scivolare oltre la cinquantesima posizione di tappa, il due volte iridato di Formula 1 e campione in carica dell’Endurance auto è ripartito fortissimo dalle retrovie, autore di una grande rimonta che lo ha visto transitare 13° al waypoint del 58 km, quindi 11° a quello successivo e 8° all’ultimo controllo, mantenendo la posizione all’arrivo della speciale con un distacco di 16’25’’ da Peterhansel.

Il tutto con il giallo del mancato riscontro cronometrico, visto che per gran parte della speciale il timing ufficiale non lo segnalava passato al terz’ultimo controllo, forse per un problema di collegamento del suo transponder. Una volta al traguardo la bella sorpresa: “La macchina e Marc Coma (il navigatore, ndr) sono stati di nuovo al top e abbiamo centrato un’esplosiva ottava posizione. Domani ultima tappa” ha scritto su Instragram lo spagnolo che nell’assoluta risale in 13° posizione anche se con un ritardo di 4 ore 43’18’’ dalla vetta. Ben poche dunque speranze di centrare l’agognata top ten visto che nella tappa finale dovrebbe recuperare circa 1 ora per trovare un posto nelle prime dieci posizioni.