Fernando Alonso, 38 anni / Getty
in foto: Fernando Alonso, 38 anni / Getty

La prima tappa della Dakar 2020, per la prima volta al via in Arabia Saudita, che dalla città portuale di Gedda ha portato la carovana a Al Wajh costeggiando il Mar Rosso per un totale di 752 km, di cui 319 di speciale, si chiude nel segno del lituano Vaidotas Zala (Mini). Il 32enne pilota, neo-campione nazionale di rally, ha sbaragliato la concorrenza nelle fasi finali, presentandosi al traguardo in prima posizione dopo una corsa che sembrava destinata a finire nelle mani del tre volte vincitore della Dakar Nasser Al-Attiyah (Toyota).

Tripletta Mini nelle auto

Zala ha preso il comando della corsa dopo il waypoint del km 254, approfittando di un problema meccanico avuto da Al-Attiyah, costretto a fermarsi per riparare il guasto alla vettura. Riuscito a ripartire, il qatariota si è ritrovato in quinta posizione ma, nell’ultimo tratto cronometrato, è riuscito a imporsi sull’altro portacolori della Toyota, l’olandese Bernhard Ten Brinke, assicurandosi il quarto posto finale a 6’30’’ da Zala. A precedere le due Hilux del team Gazoo Racing, le Mini del francese Stephan Peterhansel e dello spagnolo Carlos Sainz, che rispettivamente incassano un ritardo di 2’14’’ e  2’50’’, firmando la tripletta tutta Mini di questa prima tappa. Sesta posizione per il francese Mathieu Serradori (Century) che incassa un ritardo di 6’55’’, tagliando il traguardo davanti all’argentino Orlando Terranova (Mini) a 7’15’’ dalla vetta. Più staccati gli inseguitori, con l’eroe locale Yazeed Al Rajhi a 11’46, riuscito a rimontare dalla 40° posizione fino all’8° dopo un problema tecnico sulla sua Toyota Hilux nei primi chilometri di gara.

Alonso all'esordio sfiora la top ten

Trovano un posto nelle prime dieci posizioni il russo Vladimir Vasilyev (Mini) e l’olandese Erik van Loon (Toyota) che incassano un ritardo di 13’25’’ e 13’59’’. Sfiora la top ten, all’esordio alla Dakar, Fernando Alonso (Toyota) che ha tagliato il traguardo all’11° posto a 15’37’’ dalla vetta. Lo spagnolo, due volte iridato di Formula 1, vincitore di due 24 Ore di Le Mans e campione in carica del Mondiale Endurance, ha alternato tratti in cui si è dimostrato piuttosto competitivo ad altri in cui ha sofferto alcune difficoltà, comprensibili per un pilota d’asfalto al debutto in un rally difficile come questo. Da segnalare anche il ritiro del francese Romain Dumas (RD Limited) dopo circa 60 km a causa di un incendio alla sua DXX.

Nelle moto vittoria di Price

Nelle moto, ad assicurarsi la vittoria della prima tappa è il vincitore della scorsa edizione, l’australiano Toby Price (KTM) che dopo aver lasciato allo statunitense Ricky Brabec (Honda) il comando della corsa nelle prime fasi, è passato in testa prima del waypoint del km 105, imponendo un ritmo che gli ha permesso di tagliare il traguardo in prima posizione con un vantaggio 2’05’’ nei confronti del rivale. La lotta tra KTM e Honda riparte dunque in maniera serratissima, dal momento che a guadagnare la terza posizione è l’altro portacolori della KTM, l’austriaco Matthias Walkner, staccato di 2’40’’ dal compagno di squadra.

Quarta piazza per l’argentino Kevin Benavides (Honda) che paga un ritardo di 4’31’’ precedendo il britannico Sam Sunderland (KTM) distanziato di 5’15’’ da Price. Subito dietro il cileno Pablo Quintanilla (Husqvarna) a poco più di 15 secondi da Sunderland, seguito a distanza dallo spagnolo Joan Barreda Bort che incassa un ritardo di 7’51’’. Completano la prime dieci posizioni l’argentino Luciano Benavides (KTM), lo statunitense Andrew Short (Husqvarna) e il francese Adrien Beveren, primo delle Yamaha, attardato di 9’52’’ dalla vetta. Solo 21esima la spagnola Laia Sainz (KTM) che accumula un ritardo di 23’’45’ mentre il migliore degli italiani è Jacopo Cerutti (Husqvarna) che ha tagliato il traguardo al 24° posto con un margine 25’40’’  da Price.