Dall’Unione Europea arriva la proposta che dà il via alla rivoluzione elettrica

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Una proposta avanzata alla commissione europea mirata all’intero settore delle “green car”. Aumento considerevole delle stazioni di ricarica e dei distributori di idrogeno.

Quando l'eco sostenibilità diventa obbligatoria per legge, il nuovo progetto che sta per avviarsi nell'Unione Europea potrebbe cambiare ancora una volta le carte in regola per quanto riguarda il discorso delle vetture ad alimentazione elettrica. Una questione molto delicata, che da un lato accoglie i favori positivi del pubblico, spinti dal fattore ambientale ed in particolare dall'emancipazione dal carburante fossile, d'altro canto riceve le critiche dai costruttori stessi, come lo stesso Sergio Marchionne che boccia l'auto elettrica. La proposta di direttiva avanzata dalla commissione europea riguarda le stazioni di ricarica per le auto elettriche.

Partendo dalle cifre attuali, va detto che in tutta la comunità europea sono presenti circa 11.700 colonnine di ricarica per vetture elettriche e 1.350 sono dislocate lungo l'Italia. La scarsa presenza di tali strutture risulta un punto cruciale nell'espansione del segmento di mercato delle auto ad emissioni zero, che non riesce ad imporsi con i numeri a causa da un lato dell'elevato prezzo di queste auto, dall'altro dalla scomodità dell'utilizzo del sistema di ricarica solamente nelle proprie abitazioni. La proposta per l'Europa è quella di aumentare la cifra delle stazioni di ricarica a ben 800.000 unità entro il 2020, rendendo di fatto molto più comodo l'utilizzo di una Renault Twizy in città ed espandendone l'autonomia in modo notevole. Un'iniziativa mirata all'intero segmento di vetture "verdi", infatti anche il settore dell'idrogeno potrebbe subire un incremento, indicando ad i paesi che già sono dotati di impianti di distribuzione di idrogeno o che ne hanno avviato la produzione, di sviluppare una rete di distributori in modo da rendere ogni punto distante dall'altro non più di 300 chilometri. La direttiva deve subire il lungo iter di approvazione per le istituzioni europee, ma se approvata può dare vita a numerose iniziative ed incentivi per lo sviluppo e l'acquisto di vetture ad emissioni zero.

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