Oliver Schmidt, 48 anni, ex manager del gruppo Volkswagen, è stato condannato a sette anni di reclusione e a una multa di 400mila dollari, il massimo previsto dalla legge degli Stati Uniti. La condanna è arrivata mercoledì, dopo che il giudice federale Sean Cox del tribunale di Detroit ha giudicato l’ex dirigente colpevole dei reati di cospirazione e frode sulle emissioni dei motori diesel nell’ambito dello scandalo che ha travolto il gruppo Volkswagen.

Condannato a 7 anni di carcere per frode sulle emissioni.

Schmidt era stato arrestato lo scorso gennaio con l’accusa di aver avuto un ruolo cruciale nel tentativo di nascondere la truffa delle emissioni e lo scorso agosto si era dichiarato colpevole, ammettendo la propria responsabilità davanti alla corte federale. “È mia opinione che lei abbia avuto un ruolo chiave nella cospirazione per frodare gli Stati Uniti. Ha visto questa come un’opportunità per brillare e salire la scala aziendale di Volkswagen” ha detto il giudice Cox condannando l’ex manager. L’ammissione di colpa di Schmidt, letta da lui stesso in tribunale, si è conclusa con le scuse: “Ho preso decisioni sbagliate e questo mi dispiace”. Inizialmente i capi d’accusa erano ben 11, per una pena massima di 169 anni di prigione ma, in seguito al patteggiamento, gli anni di reclusione sono stati ridotti a 2. Il giudice Cox ha inoltre acconsentito che Schmidt potrà continuare a scontare la pena presso il penitenziario federale di Milan, in Michigan, dove è detenuto dallo scorso marzo.

Era il direttore dell'ufficio omologazioni.

Schmidt è uno degli otto attuali o ex ingegneri o dirigenti Volkswagen accusati di aver nascosto la truffa emissioni. È stato responsabile dell’ufficio che gestiva le questioni ambientali e regolatorie del gruppo Volkswagen fino al febbraio 2015, dove supervisionava le emissioni. Una volta emerse le irregolarità che hanno fatto scoppiare il dieselgate, Schmidt avrebbe attribuito le discrepanze dei test a problemi tecnici e non ai defeat device presenti nelle centraline dei motori diesel. In passato l’ex dirigente aveva affermato di essere venuto a conoscenza del software solo nella primavera del 2015, dopo aver lasciato il suo incarico. Solo un altro dipendente, l’ingegnere James Liang, ha già affrontato la giustizia. A differenza di Schmidt, nelle fasi iniziali Liang ha collaborato con gli investigatori, ed è stato condannato a 40 mesi di carcere.