in foto: Andrea Dovizioso, 31 anni / GettyImages

Da un lato del box Ducati c’è Jorge Lorenzo che guadagna circa 12,5 milioni di euro a stagione. Dall’altro c’è Andrea Dovizioso che con il doppio dei punti del compagno di squadra ha la decima parte dello stipendio del primo. Ed è in domeniche come quella di Motegi in Giappone (ma era accaduto già a Silverstone) che il divario appare ancora più ampio per le mille emozioni regalate da Dovi e la corsa degli altri vinta dal maiorchino.

Niente rispetto agli altri big.

Sulla bilancia Ducati sono pesati i cinque titoli di campione del mondo che Lorenzo porta con sé ma la fama di essere uno dei migliori piloti della storia della MotoGp non basta a giustificare la regola per cui nel mondiale ti pagano quanto vali. Perché dalla sua Dovizioso è in piena lotta per il titolo ed è salito sul podio già sette volte, comprese le cinque sul gradino più alto del podio. Ed è scorrendo le statistiche dei primi tre quarti di campionato che appare chiaro come la Ducati a inizio stagione avesse un’opinione decisamente troppo bassa del forlivese quando gli ha offerto un ingaggio ridotto del 50% rispetto allo stipendio dell’ultima stagione in virtù della cifra stellare sborsata per convincere Lorenzo a lasciare la Yamaha. Stessa proposta che era stata fatta anche ad Andrea Iannone che però aveva rifiutato l’offerta per abbracciare la causa Suzuki.

Dovi risorsa irrinunciabile.

Dovizioso, invece, l’aveva accettata. Segnale dei valori di un pilota che per anni ha patito le pressioni del paddock e che, quando le cose andavano male, aveva anche pensato di smettere con la carriera da professionista per continuare da dilettante con il motocross. Ma succede anche che i sacrifici paghino. Ed avere uno come Jorge in squadra ti stimoli a tirare fuori quei punti di forza assopiti sotto la tuta di un pilota considerato “normale”. Così la situazione è decisamente cambiata e Dovizioso adesso è una risorsa irrinunciabile per Borgo Panigale (ha il doppio dei punti del mariochino, 233 rispetto a 116) il solo ad esprimere il vero potenziale della Desmosedici che, assicura, ha lo stesso Dna ma ora è una moto con una base che permette di sfruttare i lati positivi nel momento giusto.

"Cifre… sbagliate"

Con cinque vittorie da inizio stagione, Dovizioso è il pilota che quest’anno dà filo da torcere per la conquista del titolo iridato. E se per scaramanzia in Ducati si diceva che Marquez aveva perso la vetta per la sola sfortuna di aver rotto il motore, d’altra parte è lecito pensare che la coppia Dovi-Ducati adesso spaventi tutti. Basta dare un'occhiata al replay del sorpasso nel finale che ha beffato lo spagnolo. I complimenti di Valentino Rossi, scambiati nel giro di rientro a fine gara a Silverstone, sono un’evidenza di una situazione che dovrebbe spingere la casa bolognese a rifarsi due conti e premiare Dovizioso in modo adeguato, indipendentemente dalla probabile certa percentuale legata ai risultati raccolti in pista. Troppi i dodici milioni di Lorenzo, troppo poco il milione percepito da Dovizioso. Per non dire che sarebbe decisamente meglio sapere che la Ducati non ti considera un decimo del maiorchino. Così, la corsa ai ripari sembra essere già partita.

Sono entrambe cifre sbagliate. Ma comunque i contratti riflettono il valore del pilota in quel momento – ha dichiarato l’ad della Ducati, Claudio Domenicali, in una lunga intervista pubblicata oggi dalla rosea Gazzetta.

Campioni si diventa.

In Ducati non ci si aspettava questo Dovizioso, e forse neppure Dovizioso si aspettava di vivere questo “momento surreale”. Sta di fatto che, con un potenziale di crescita ancora importante, sarà importante rivedere questo ingaggio per premiare quello che tra i piloti in lotta ha uno degli stipendi più bassi. DesmoDovi, come recita anche la sua tuta, è fin troppo intelligente da comprendere che il suo stipendio non si potrà avvicinare all’ingaggio dei Paperoni della MotoGP, ma è chiaro che la situazione è inadeguata. Da italiano con una moto italiana giocarsi il titolo MotoGP in testa al campionato rappresenta un momento storico ed ormai è fin troppo evidente come il milione e mezzo sborsato dalla Ducati non vada di pari passo con i risultati. Perché campioni non si nasce, si diventa. E Dovizioso è ormai a un passo dal diventarlo. In bocca al Dovi!