Sergio Marchionne e Bernie Ecclestone
in foto: Sergio Marchionne e Bernie Ecclestone

È trascorso ormai più di anno da quando Bernie Ecclestone non è più il numero uno della F1 ma le parole dell’ex boss del Circus non passano certo inosservate anche se è più lui a gestire la massima competizione motoristica, passata dalla scorsa stagione nella mani di Liberty Media, la nuova proprietà statunitense che sta rivoluzionando il campionato con proposte e decisioni che però non sembrano trovare il consenso di costruttori e team impegnati nel mondiale.

Una Formula 1 alternativa

In un’intervista rilasciata a The Guardian, Ecclestone è tornato sull’idea di una Formula alternativa e, tra le altre cose, ha confermato di guardare con interesse a un campionato per auto ibride, diversamente da quanto sostenuto negli ultimi anni. “Quelli di Liberty Media – ha detto Ecclestone – dovrebbero avere il coraggio di sposare la causa dei motori elettrici: si potrebbero fare delle monoposto simili a quelle attuali con la sola differenza del rumore, ma non credo che sia impossibile trovare un modo ricreare la vecchia sonorità. Il nome Formula 1 infatti è sempre valido, abbiamo ancora contratti con i promotori, relazioni con i costruttori e squadre in grado di realizzare autonomamente le proprie monoposto: credo ci sia tutto per iniziare una nuova Formula 1, totalmente elettrica, una Formula 1 per il futuro”.

"Marchionne non scherza"

C’è poi la questione dei rapporti con i costruttori e con la Ferrari, dopo la minaccia del Cavallino di uscire dal campionato e creare una serie alternativa. “Alcune persone hanno in mente una nuova serie e in tal senso Sergio – Marchionne, ndr – ha avuto delle conversazioni in merito nelle ultime settimane – ha aggiunto – la Formula 1 è la Ferrari e la Ferrari è la Formula 1. Se vai a parlare con qualcuno nel mondo, grande o piccolo che sia, a loro non importa delle auto stradali della Scuderia. Non vorrei vedere una griglia senza di loro, personalmente odierei la cosa. Se la serie avesse gli stessi elementi di quella di adesso e fosse meno costosa per i promotori – prosegue l’86 presidente emerito della Formula 1 – la Ferrari avrebbe un gran seguito e molte persone si unirebbero in questo progetto. Il fattore economico è fondamentale in uno scenario di questo tipo: alcuni organizzatori, ad esempio, sono arrabbiati per la quantità di denaro che pagano per confermare il proprio posto nel mondiale. Nel caso di un progetto parallelo meno dispendioso, state certi che cambierebbero posizione abbastanza rapidamente”.