Ancora una volta il diesel rischia di finire nell'occhio del ciclone: stavolta è il gruppo Daimler ad essere accusato dalla KBA, l'Ufficio Federale dei Trasporti tedesco, di aver manipolato illegalmente i dati sulle emissioni dei propri motori diesel, un illecito che interesserebbe oltre 600 mila vetture che rischiano adesso di subire l'ennesimo richiamo nella recente storia dell'auto tedesca.

Nel mirino anche Mercedes Classe C e Classe G

Una nuova bomba quella pronta ad esplodere nell'industria dell'auto in Germania. Secondo la rivista Der Spiegel – la stessa che aveva già fatto emergere lo scanalo del possibile "cartello tedesco" dell'auto – le informazioni in possesso della KBA darebbero adito a un fondato sospetto che sui motori diesel del gruppo sia presente un dispositivo illegale per la regolazione del sistema di abbattimento dei gas di scarico in grado di alterarne i valori. I modelli finiti sotto osservazione sono quelli equipaggiati con motore Euro 6 da 1.6 litri e tra essi ci sarebbero, oltre al van Vito, del quale sono stati richiamate 5mila unità nei giorni scorsi, anche Mercedes Classe C e Classe G.

Per il momento il gruppo Daimler ha preferito non commentare l'accaduto, mentre il Ministero dei Trasporti di Berlino ha immediatamente chiesto di essere messo a conoscenza dei fatti e degli atti. L'Ufficio Federale dei Trasporti tedesco vuole vederci chiaro evitando nuovi scandali come quello ribattezzato Dieselgate; saranno gli esami più approfonditi su veicoli e motori in questione a stabilire se effettivamente esistono, sulle auto in questione, software n grado di manipolare i valori delle emissioni, ma nel frattempo, proprio per capire meglio la situazione il ministro federale tedesco dei trasporti, Andreas Scheuer, ha reso noto di aver convocato il CEO del gruppo Daimler, Dieter Zetsche.