F1 2010: I ragionieri del mondiale

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Tre gare al termine e si iniziano a fare i primi conti. Cinque piloti in lotta per il titolo e 75 punti da assegnare.

Mai mondiale fu più combattuto e incerto a tre gare dal termine del mondiale, colpa, soprattutto merito, dei nuovi regolamenti in termini di punteggio e della competitività di queste tre scuderie e dei loro piloti. Sulla carta la squadra che ha le migliori possibilità di vincere il mondiale è la Red Bull: avanti nel mondiale costruttori, in testa nel piloti, 1° e 2°, e nel box una vettura stratosferica.

Ma non bisogna sottovalutare la Ferrari di Fernando Alonso, in netta ripresa nelle ultime gare e che può contare sulla rivalità estremamente accesa dei piloti Red Bull. Quindi la McLaren, la scuderia di Woking nelle ultime gare è sembrata poco incisiva, ma i mondiali precedenti insegnano che le vetture d’argento non vanno mai sottovalutate.

Tra i cinque piloti di testa tre possiamo inserirli nella categoria dei ragionieri: piloti in grado di amministrare e controllare l’andamento di gara e campionato, correndo anche con la testa. Di questi Button è il calcolatore per eccellenza ma è anche quello meno brillante dal punto di vista cronometrico. Quindi ci sono i due ragazzi terribili della F1, Hamilton e Vettel, due cavalli di razza che pensano sono a spingere e vincere.

Webber e Alonso pensano ad una vittoria immediata per consolidare, uno, e per raggiungere la vetta, l’altro. L’australiano della Red Bull: “Ho bisogno di vincere ancora una gara. Sono molto fiducioso di poterlo fare, spero già in Corea. Due settimane fa il mio rivale principale è stato Lewis, poi è stato Fernando. Come abbiamo visto quest’anno quattro di noi sono in grado di vincere delle gare: il campionato non è ancora finito ma sono a buon punto”.

Lo spagnolo invece punta alla fortuna e ai miglioramenti della vettura: “Stiamo cercando di migliorare la F10 gara dopo gara. Novità arriveranno nelle prossime gare: magari non grandi ma tutte insieme capaci di dare qualche decimino in più che serve sempre”.

Roberto Ferrari

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