Mattia Binotto – LaPresse
in foto: Mattia Binotto – LaPresse

Tre gare senza vittorie, per la Ferrari ammirata dopo il rientro dalla pausa estiva, rappresentano un'eccezione: la scuderia di Maranello, infatti, ha mostrato progressi importanti soprattutto in qualifica conquistando, dal Belgio in poi, sempre la pole position senza però riuscire a convertire in vittoria il risultato nelle gare disputate in Russia, Giappone e Messico. Per questo la tappa degli Stati Uniti, che potrebbe incoronare Lewis Hamilton campione del mondo per la sesta volta in carriera, assume un significato particolare per Rossa, pronta al riscatto in terra americana. Ne è convinto il team principal Mattia Binotto: Arriviamo da sei pole position consecutive ma da soltanto tre vittorie nelle ultime sei gare e sicuramente vogliamo molto più di questo – dice il manager di Maranello – . Siamo incoraggiati dal fatto che ora abbiamo un pacchetto che permette alle nostre vetture di lottare per il gradino più alto del podio sulla maggior parte dei tracciati”.

Binotto: "Ad Austin possiamo fare bene"

La tappa di Austin può rappresentare la giusta occasione per cercare di ritrovare il successo: i lunghi rettilinei del tracciato americano, infatti, dovrebbero favorire le due Rosse, pronte a sfruttare la potenza del proprio motore. Una gara, quella sul suolo americano, importante soprattutto in ottica 2020: la scuderia italiana ha già iniziato a preparare la prossima stagione e portare a casa un risultato importante nelle ultime tappe del 2019 potrebbe essere uno slancio importante anche per il futuro.

Queste ultime tre gare – spiega sempre Binotto – saranno come un banco di prova nel quale continuare a crescere come gruppo di lavoro e per imparare a operare nella maniera migliore possibile in vista della prossima stagione. Davanti, la lotta è molto serrata e ogni dettaglio conta per portare a casa un numero più alto di vittorie”. In ogni caso, la speranza è che “Austin sia il luogo adatto per mettere in pratica questi concetti . Il tracciato è molto impegnativo, con una combinazione di curve molto differenti fra loro. Ovviamente l’attenzione di tutti sarà sulle gomme dopo la sorprendente longevità mostrata dalla mescola dura di Pirelli in Messico. Sappiamo che ogni pista porta la sua componente di sorprese: da parte nostra dobbiamo riuscire a inquadrare le possibili dinamiche per prepararci a reagire ogni volta nella maniera migliore. Lo scorso anno abbiamo vinto la gara con Kimi – Raikkonen, ndr – e tutto il team è più che mai motivato a portare a casa un ottimo risultato”.