Charles Leclerc, 22 anni / Getty
in foto: Charles Leclerc, 22 anni / Getty

Charles Leclerc fa scintille con la Ferrari anche fuori dai circuiti di Formula 1. Se nell’ultimo GP del Brasile era stato lo scontro con il compagno di squadra Sebastian Vettel a far infuriare i vertici della Scuderia (“Quello che è successo a Interlagos mi ha fatto molto arrabbiareera stato il commento del presidente John Elkann), questa volta è stato ben altro a stizzire Maranello. Subito dopo l’ultima gara del 2019 ad Abu Dhabi, il monegasco ha pubblicato su Instagram alcune foto del suo volo con il paracadute in tandem con un istruttore. “Primo lancio oggi, che esperienza incredibile. Saltare da solo è la prossima voce della lista” scriveva Leclerc dopo l’esperienza nei cieli di Dubai. Negli scatti, a colpire, è il suo abbigliamento fin troppo casual (felpa rigorosamente griffata e pantaloncini) ma soprattutto il fatto che, diversamente dall’istruttore, fosse senza casco, indossando semplicemente degli occhiali protettivi. Con il post sui social, l’esperienza ha fatto rapidamente il giro del web, finendo inevitabilmente sotto gli occhi degli uomini Ferrari.

"La Ferrari non sapeva, si sono un po' arrabbiati"

Un’autentica birichinata, visto che Leclerc ha rivelato di non aver neppure chiesto il permesso alla Ferrari, un’autorizzazione che, in caso di attività pericolose, può essere o meno concessa dalla squadra. “Normalmente, se ho in mente di fare qualcosa un po’ al di fuori dell’ordinario, la chiedo sempre – prova a giustificarsi Leclerc, sorridendo nel rispondere a una delle domande a lui rivolte in occasione dell’Autosport International di Birmingham – . Nel caso del paracadutismo, ho fatto un’eccezione”.

Perché? Beh, mi sono detto che, in caso di problemi, non credo che ci sarebbe stata l’occasione di essere rimproverato… Quando si è saputo del mio lancio, in Ferrari si sono un po’ arrabbiati ma non lo farò una seconda volta, è stato stupefacente e va bene così”.

Lanciarsi senza neppure avvisare la Ferrari è stata una vera malizia ma non il solo sotterfugio svelato da Leclerc. Rispondendo a un’altra domanda sull’inizi della sua carriera, il monegasco ha infatti rivelato un altro aneddoto decisamente curioso. “La persona che mi ha ispirato di più è stata mio padre. Correva anche lui e mi parlava dei suoi primi passi nel motorsport. Io ascoltavo con molto interesse ma, se provo ricordare come mi sono ritrovato in pista per la prima volta, devo dire che è stata davvero una casualità”.

La "bugia" a papà Hervé

Un giorno – racconta Leclerc – non volevo andare a scuola, immagino che sia una situazione che non è capitata solo a me. Così ho detto a mio padre che non mi sentivo bene e che avrei preferito restare a casa. Penso di essere stato molto convincente perché lui mi ha creduto e poi mi ha detto che stava andando a girare con il kart. Così gli ho chiesto di poter andare con lui e, un po’ a sorpresa, mi ha detto di sì. Aveva subito intuito che non fossi malato e la conferma l’ha avuta quando ho iniziato a insistere per salire sul kart. E ci sono riuscito”.

Quando gli è stato invece chiesto chi sia stato il suo idolo nel motorsport e con chi gli sarebbe piaciuto confrontarsi in pista, pochi dubbi: “Ayrton Senna, è stato l’unico vero idolo che ho avuto e che ho ancora, anche se personalmente non l’ho mai visto correre”. Se invece, dovesse scegliere tre piloti di Formula 1 con cui andrebbe volentieri a cena, la sua risposta si divide tra presente e passato. “Il primo sarebbe Daniel Ricciardo, è un buon amico e decisamente simpatico. Poi andrei a cena con Pierre Gasly, che è un altro mio grande amico, e probabilmente a questo tavolo aggiungerei James Hunt. Ho capito che era un tipo divertente e avrei voluto avere la possibilità di conoscerlo di persona”.