La domenica vissuta a Suzuka dalla Ferrari è di quelle dal sapore agrodolce: in una giornata resa particolare dal passaggio del tifone Hagibis che ha costretto gli organizzatori a spostare le qualifiche prima delle gara i due piloti del Cavallino, Sebastian Vettel e Charles Leclerc, sono riusciti a conquistare l'intera prima fila vanificando però tutto nel corso del primo giro con il tedesco a scattare male rischiando la falsa partenza e facendosi superare da Bottas mentre il monegasco è arrivato al contatto con Verstappen rimediando una doppia penalità che, a fine gara, lo ha retrocesso in settima posizione.

La partenza del GP del Giappone 2019 – Getty images
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La partenza del GP del Giappone 2019 – Getty images

La spiegazione della FIA sulla partenza di Vettel

Un GP, quello del Giappone, che si è trasformato da un trionfo annunciato a una sconfitta dura da accettare, resa ancora più amara dal titolo costruttori portato a casa dalla Mercedes. L'episodio chiave è stato proprio lo spegnimento dei semafori: Vettel, infatti, ha avuto un movimento anticipato che ha fatto gridare alla partenza anticipata mettendo i commissari in allerta e facendo scattare l'investigazione nei suoi confronti. La FIA, però, ha deciso di non punire il pilota della Ferrari spiegando, attraverso una nota, che i commissari, dopo aver "analizzato le prove video e i resoconti sulla partenza anticipata basati sulle informazioni che la FIA ha raccolto dai trasponder presenti su ogni singola vettura. Sebbene le immagini mostrino un movimento, esso rientra nell'accettabile tolleranza dei sistemi di partenza anticipata della F1, che definiscono uno jump start secondo l’articolo 36.13 (a) del Regolamento Sportivo della Formula 1″

Nessuna falsa partenza, nonostante il movimento della vettura guidata da Vettel sia stato netto, ma uno scatto giudicato nei limiti della tolleranza e che, soprattutto, non ha permesso al tedesco di guadagnare sugli avversari. Discorso diverso, invece, per la penalità inflitta a Leclerc, punito sia per la manovra con la quale ha colpito la Red Bull di Verstappen che gli è costata 5 secondi, sia per aver guidato in condizioni di scarsa sicurezza dopo l'impatto con il monegasco sanzionato con altri 10 secondi. Un procedimento, quello che ha riguardato il monegasco, riaperto in un secondo momento come spiegato dal Direttore di Gara, Michael Masi: "Abbiamo potuto controllare e verificare nuove prove che, in un primo momento, non avevamo a disposizione. Così la Direzione Gara ha scelto di riaprire l'investigazione Per questo hanno avuto il diritto di ripensare alla loro decisione, perché avevano nuovi elementi" ha sottolineato. Due episodi molto diversi tra loro ma che, in un modo o in un altro, hanno reso la domenica della Ferrari molto più amara di quanto ci si potesse aspettare dopo le qualifiche.