Il Mondiale si chiude un po' come si era aperto. Con una Mercedes a dominare, e le Ferrari tanto indietro. Si chiude con un Lewis Hamilton insaziabile dominatore su un circuito in cui le Frecce d'Argento non hanno mai fallito nell'era della Formula 1 ibrida. Hamilton, che al penultimo passaggio firma anche il giro più veloce, trionfa ad Abu Dhabi davanti a Verstappen e  Leclerc, che però è staccato di 43 secondi. Solo quinto Vettel, dietro anche a Bottas. Il tedesco guadagna una posizione nel finale di gara superando un ottimo Albon grazie anche al DRS. La Ferrari, che paga ancora scelte di strategie non efficaci, per l'anno prossimo dovrà trovare più carico, più affidabilità e soprattutto velocità in curva: è qui che si fa la differenza. Da sottolineare il decimo posto di Carlos Sainz, che con il punto guadagnato arriva sesto nel mondiale, un ottimo risultato per la rinascita della McLaren.

Il Mondiale: Verstappen chiude terzo

Hamilton festeggia la vittoria numero 84, l'undicesima in stagione, già sicuro del sesto titolo Mondiale. Chiude terzo Verstappen, davamti a Leclerc e Vettel. Kubica, che ha saputo raccogliere un punto in Germania, chiude diciannovesimo su una delle peggiori Williams della storia

La partenza

Hamilton parte meglio di tutti, Verstappen si accoda insieme a Vettel e Leclerc che non vuole mollare. La contrapposizione interna tra i due sarà la chiave della prossima stagione. L'ha ammesso anche Msttia Binotto, il team principal della Ferrari che ha parlato con i due piloti ma non ha voluto diffondere i dettagli del chiarimento. La tensione tra i due, che è esplosa con l'incidente in Brasile, rischia evidentemente di danneggiare la stagione 2020 del Cavallino. Il 2019 ha restituito una Ferrari veloce sul dritto e in qualifica, meno performante in gara, soprattutto su circuiti o settori caratterizzati da curve medio-lente, come il tratto finale dello Yas Marina Circuit di Abu Dhabi.

Ferrari, orizzonte 2020: le gerarchie potrebbero cambiare

Qualcosa potrebbe cambiare nelle gerarchie interne in Ferrari, anche se è difficile pensare a un Leclerc dichiaratamente prima guida già da inizio campionato. Il monegasco, ha spiegato Binotto, sorprende per la sua costante aspirazione a vincere: dà il meglio quando riesce a star davanti dall'inizio, quando è frenato o nel traffico la frustrazione aumenta. E' un cavallo di razza, che non sopporta troppo le briglie. Vettel è un quattro volte campione del mondo, che nell'arco complessivo della stagione ha dimostrato di poter dare qualcosa in più in materia di gestione delle gomme: l'esperienza fa ancora la differenza.

Sarà una stagione complessa per tutti, in cui conteranno le lezioni apprese in questo campionato e insieme i team si troveranno a dover programmare un Mondiale 2021 con un regolamento tecnico ancora diverso e il ritorno dell'effetto suolo. La Ferrari sogna di portare Lewis Hamilton in rosso per il 2021, e segnare così l'inizio di una nuova era con il campione che più di tutti ha segnato l'era della Formula 1 ibrida. Le novità che si vedranno fra due anni potrebbero anche convincere i team a riportare nel Mondiale piloti esperti, affidabili come Hulkenberg, quasi certamente senza un volante l'anno prossimo, o Fernando Alonso che a Sky, prima della gara, ha detto di avere il 50% di possibilità di essere di nuovo in pista fra due anni.

La gara: Hamilton domina, Ferrari soffre con le gomme dure

La Ferrari, che deve affrontare anche un problema tecnico che impedisce l'apertura del DRS sulla vettura di Vettel, richiama contemporaneamente ai box i due piloti al giro 15. Più lenta la sosta del tedesco, che monta le gomme bianche, perché i meccanici non riescono ad avvitare velocemente la ruota anteriore sinistra. Vettel rientra ottavo, e dopo 18 giri può tornare ad aprire l'ala mobile. Bottas l'ha infilato e deve preoccuparsi più di un aggressivo Albon, che alle sue spalle gli si avvicina con la stessa gomma, la più dura delle tre scelte dal fornitore Pirelli per l'ultima gara della stagione.

Leclerc, terzo a metà gara, gira più veloce di Verstappen ma non di Hamilton che continua a martellare davanti e mette più di dieci secondi tra sé e l'olandese. Quando si arriva al trentesimo giro, il confronto è impietoso: Hamilton viaggia sull'1.41.0, Verstappen sei decimi più lento, Leclerc perde più di un secondo rispetto all'olandese. I distacchi sul giro restano alti, insostenibilmente alti, e il vantaggio del monegasco si assottiglia. Leclerc, veloce con le gomme medie anche nella simulazione di gara al venerdì, non riesce a portare le bianche nella giusta temperatura di utilizzo.

Leclerc sul podio, ma da comprimario

Da applausi il sorpasso muscolare di Verstappen all'interno alla curva 8. E' una dichiarazione, un messaggio che prefigura il livello di lotta, divertimento, spettacolo che il Mondiale potrebbe regalare l'anno prossimo. Verstappen, terzo nel Mondiale dietro le Mercedes anche grazie al disastro Ferrari a Interlagos, legittima il suo status di "primo degli altri" con una gara condotta all'attacco, senza risparmiarsi, senza accontentarsi. Da pilota vero, di lotta e di governo.

Leclerc, al 39° giro, prova la seconda sosta per montare la soft e tentare lo sprint finale: riesce per poco a rientrare davanti a Hamilton e a Bottas. Si ferma anche Vettel, che però opta per la media. Una strategia che di fatto segna la resa della Ferrari in gara e libera Verstappen verso un secondo posto che cristallizza le posizioni sul podio e i valori dei piloti top nella parte finale della stagione. E lascia più che domande che risposte sul futuro della Ferrari nel prossimo Mondiale.