Notte fonda al via per la Ferrari. Vittoria e record per la Mercedes, che festeggia il sesto titolo costruttori di fila, un'impresa senza precedenti: battuto anche il primato del Cavallino che ha dominato il Mondiale tra il 2000 e il 2004. Alla prima curva, la prima fila tutta rossa è già un ricordo, un fiore non colto. Vettel si fa bruciare al via e chiude secondo, con l'effimera soddisfazione di aver difeso la posizione e tenuto dietro per gli ultimi quattro giri Lewis Hamilton, vicinissimo sì ma impossibilitato ad attaccare. Bottas vince il suo terzo gran premio della stagione, il primo da Baku. Sesto, e doppiato, Leclerc che si tocca con Verstappen: il contatto sarà investigato a fine corsa.

Contatto Verstappen-Leclerc al via

"Sono partito male, poi le Mercedes hanno mantenuto un passo migliore del nostro" ha detto a caldo Vettel dopo la gara. E' partito decisamente meglio Bottas che di fatto ha potuto controllare la corsa dall'inizio. Leclerc si tocca con Verstappen: l'olandese si gira e si arrabbia non poco quando gli dicono che il contatto non finirà sotto investigazione da parte dei commissari. E non ha tutti i torti, tanto che in un secondo momento il parere di fatto cambia: i piloti saranno convocati a fine gara e solo allora sarà presa la decisione definitiva sul contatto.

Finisce sotto indagine anche Vettel per falsa partenza, ma i commissari decidono di non punirlo. Il regolamento indica che i piloti vengono sanzionati se si muovono "prima del semaforo verde, secondo quanto indicato dal sensore fornito dalla FIA per ogni vettura" o se "posizionano la vettura in griglia in modo da impedire al sensore di registrare il momento in cui per la prima volta si muove dalla posizione di partenza in griglia". Vettel si muove appena in avanti poi torna a frenare subito, anche perché la partenza a Suzuka è leggermente in discesa. Vettel, chiarirà la direzione gara, non ha superato i limiti di tolleranza previsti dal regolamento.

Il monegasco danneggia l'ala, perde uno specchietto e un pezzo dell'ala anteriore. Deve inevitabilmente fermarsi per montare le medie. E' un gran premio rusticano, Albon arriva fin troppo baldanzoso alla chicane Casio e costringe fuori pista, nella via di fuga, Lando Norris.

Le scelte diverse di Ferrari e Mercedes

Prima della gara, il team principal della Mercedes, Toto Wolff, non dava ai suoi piloti più del 25% di possibilità di vincere. La gara, però, riavvicina i valori a quanto visto nella simulazione di gara del venerdì in cui le Frecce d'Argento mostravano un passo gara insostenibile per tutti. Le Mercedes hanno introdotto l'ultimo pacchetto aerodinamico con nuovi deviatori flusso e leggere modifiche all'ala anteriore. Gli ingegneri Mercedes hanno presentato una scocca alleggerita per Hamilton e comunque caricato l'ala posteriore alla ricerca di una maggiore downforce, di un carico che tenga la macchina attaccata all'asfalto nelle esse iniziali e alla R130.

Diversa invece la scelta della Ferrari che ha reso l'ala più scarica per raggiungere velocità di punta più elevate. In qualifica, la scelta ha pagato anche nel primo settore, in cui fanno la differenza le vetture con un alto carico verticale come la Mercedes.

Mercedes, Bottas a due soste

"Non riesco a frenare" si lamenta dopo una decina di giri Verstappen che ha provato invano a restituire il mal tolto a Leclerc in pista. E' un segnale: la sua gara dura solo quindici giri poi, furioso, rientra per parcheggiare la Red Bull al box. E' il secondo ritiro stagionale, dopo l'incidente di Spa.

Crolla il rendimento della gomma sulla Ferrari di Sebastian Vettel, che si ferma e monta le soft, le gomme più morbide del trio di mescole fornite da Pirelli. Bottas continua a dettare il ritmo ma il team gli spiega via radio che hanno diversificato le strategie: a due soste il finlandese, una sola per il campione del mondo che spinge al limite le gomme anteriori prima di rientrare ai box e passare alla media. Il cambio, dettato anche da un degrado delle mescole più alto del previsto, scontenta Hamilton che si domanda, e chiede via radio, perché non gli abbiano montato le dure. "Perché nessuno le ha provate per tutto il weekend" gli rispondono. Il campione del mondo non si mette certo a gestire la gomma, anzi spinge a tutta. L'andamento della corsa, poi, porterà la Mercedes a richiamare anche Hamilton per la seconda volta.

Vettel e Leclerc, una gara a inseguire

Bottas a metà gara ha una decina di secondi di vantaggio su Vettel che ne ha altrettanti da amministrare su Hamilton. Dietro, Albon passa facilmente Ricciardo alla 130R: un sorpasso simbolico, un messaggio della Honda, nuovo fornitore della Red Bull, alla Renault, precedente fornitore del team accusato spesso per prestazioni inferiori alle aspettative.

Il degrado delle gomme è effettivamente più rapido, tanto che Leclerc si ferma ancora al giro 26 e sceglie le morbide per tentare di recuperare più posizioni nella parte finale della gara. Seconda sosta obbligata, e gomma media, per Vettel che non perde la terza posizione e può rientrare con pista libera davanti, a parte il doppiaggio di Russell.

Vettel ha 20 giri per annullare oltre 30 secondi di svantaggio rispetto alle Mercedes e gira sull'1.32; Leclerc invece deve recuperare 34” su Albon per il quarto posto. Al giro 36 i commissari richiamano Bottas, che vira sulle gomme soft e rientra dietro al compagno di squadra ma davanti a Vettel. Buonissimo il ritmo di Hamilton, con le medie usate e a questo punto primo e libero di spingere ancora. Ha una certezza, se si ferma di nuovo perde la gara; ma se continua con questo ritmo rischia di finire tradito dalle gomme negli ultimi giri. "Cosa devo fare per vincere?" chiede via radio.  La Mercedes cala l'asso con Bottas: tranquillo, Hamilton dovrà fermarsi di nuovo. Bottas non è convintissimo, ma Hamilton rientra per la seconda sosta e torna in pista oltre 5 secondi alle spalle di Vettel, con dieci giri ancora da percorrere.

Il campione del mondo batte il record della pista in gara, che resisteva dal 2005, è il primo a scendere sotto l'1.30 e a quattro giri dalla fine è dietro gli scarichi di Vettel. Ma lì resta, fino al traguardo. Decisiva a posteriori, la decisione di non forzare alla chicane Casio nel doppiaggio a Gasly per prendersi il DRS e difendersi da Hamilton. Diversamente, avrebbe quasi certamente subito il sorpasso. Anche il terzo posto di Hamilton basta però per il sesto titolo costruttori consecutivo delle Frecce d'Argento.