Sembravano essere le favorite alla vigilia del GP del Messico e, dopo essersi nascoste nella prima sessione di prove libere, le Ferrari hanno deciso di alzare la cresta mettendosi a guidare il gruppo. L'unico che è riuscito a tenere il ritmo è stato Max Verstappen, capace di vincere le ultime due edizioni della corsa messicana e candidato numero 1 al ruolo di guastafeste sia in qualifica sia in gara.

Sebastian Vettel – LaPresse
in foto: Sebastian Vettel – LaPresse

Una sessione, la seconda di prove libere andata in Messico, che ha visto Sebastian Vettel prendersi le luci della ribalta grazie al miglior tempo fatto segnare fermando il cronometro sull'1:16.607, un decimo meglio rispetto all'olandese della Red Bull capace di tenere il passo della Rossa numero 5 e facendo pregustare una lotta con le due SF90 per il gradino più alto del podio. A confermare come il tracciato messicano possa essere quello giusto per riportare alla vittoria la scuderia di Maranello c'è l'altra Ferrari guidata da Charles Leclerc, autore del terzo tempo di giornata e staccato 4 decimi dal suo compagno di squadra. Per il monegasco anche un brivido nel finale quando è finito in testacoda senza però toccare le barriere.

Più indietro, invece, le Mercedes con Valtteri Bottas a prendersi il quarto tempo davanti all'altra Freccia d'argento guidata da Lewis Hamilton: un risultato che, se ripetuto in gara, rimanderebbe la festa del britannico annullando il primo dei match point iridati a disposizione del campione del mondo in carica. Sorpresa di giornata sono senza dubbio le due Toro Rosso che si prendono il 6° e il 7° posto rispettivamente con Daniil Kvyat e Pierre Gasly, bravi a mettersi alle spalle le due McLaren di Sainz e Norris, divise dalla Renault di Nico Hulkenberg. Assente, invece, Alexander Albon finito in barriera ad inizio sessione riportando danni importanti alla sua Red Bull e costretto ad abbandonare anzitempo la pista per permettere ai meccanici di riparare la monoposto.