Secondo il dott. Mark Obermann, direttore del Centro di Neurologia della Clinica Asklepios di Seesen, in Germania, Michael Schumacher potrebbe tornare a fare una vita quasi normale. Il sette volte campione del mondo oggi ha 49 anni e da più di quattro sta affrontando la difficile riabilitazione dall’incidente sugli sci di quel terribile 29 dicembre 2013. In pochissimi a conoscere le reali condizioni del tedesco la cui salute “non è questione pubblica” ha fatto sapere in più di un’occasione Sabine Kehm, portavoce della famiglia Schumacher. Le ultime informazioni sono state quelle arrivate dall’avvocato Felix Damm che un’aula di tribunale aveva chiarito che “Michael non può camminare” dopo che la famiglia Schumacher aveva denunciato una rivista tedesca che sosteneva che il tedesco avesse ripreso a camminare.

“C’è speranza che Schumacher si riprenda”.

I media tedeschi hanno insistito sul fatto che nel tempo ci siamo stati “lievi miglioramenti”, progressi che la famiglia non ha mai confermato. Prova a riaccendere la speranza il dott. Obermann che, citando un incoraggiante studio condotto in Svezia, sostiene che “dal 30 al 40 per cento dei pazienti in coma o in stato vegetativo dopo quattro anni può tornare a fare una vita quasi normale”.

Secondo lo specialista tedesco – citato anche dal quotidiano Express –  “non ci sono garanzie che questo recupero sia completo, ma molti pazienti sono tornati ad avere una vita con i loro cari e la propria cerchia di amicizie”. Sempre secondo Obermann, è “molto importante che il paziente riceva affetto” come nel caso di Schumacher, non solo dalla moglie Corinna ma anche dai figli Gina Maria e Mick. “Si ritiene che questi pazienti siano più consapevoli di ciò che sta accadendo intorno a loro più di quanto pensassimo. Toccare loro le mani o parlargli è importante per svegliarli dal coma o dallo stato vegetativo”.