Verstappen e il contatto con le Ferrari a Spa – Getty Images
in foto: Verstappen e il contatto con le Ferrari a Spa – Getty Images

"C'eravamo tanti amati". Basterebbe questa frase per descrivere il rapporto tra Sebastian Vettel – e la Ferrari –  e la sua ex scuderia, la Red Bull. La storia tra il tedesco e la scuderia di Milton Keynes si è complicato quest'anno: nella passata stagione, infatti, vista anche la scarsa competitività dei rivali, le occasioni di trovarsi fianco a fianco erano state poche. Nel 2016, invece, i due ex hanno avuto modo di rincontrarsi: il team di Horner è tornato a frequentare i posti con i quali era abituato ad andare insieme al tedesco, ma con il nuovo pilota, quel Max Verstappen che per molti rappresenta una ventata di freschezza.

Rapporto difficile tra le due scuderie

I problemi tra la Ferrari e la Red Bull, a dire il vero, si erano manifestati anche prima dell'arrivo del baby fenomeno olandese. E' il Gran Premio della Cina, terzo appuntamento della stagione, ad aprire ufficialmente le ostilità: le due Ferrari, al via, si toccano per evitare Daniil Kvyat. Alla fine il tedesco riuscirà comunque ad accaparrarsi la seconda piazza, ma è l'episodio seguente, quello che avviene nel Gp della Russia, a far esplodere la rabbia di Maranello. Il russo, ancora una volta al via, tampona il ferrarista; la sua gara dura appena due curve e si conclude contro le barriere, il ritiro è inevitabile. Proprio l'episodio che vede protagonisti l'ex e l'attuale pilota della scuderia di Milton Keynes porta all'avvicendamento che schiude le porte a Max Verstappen. Il giovane fa il suo debutto in Spagna e dimostra di avere la Red Bull nel sangue: quando vede rosso carica. Il primo approccio, però, non è con Vettel bensì con Raikkonen. Proprio sulla pista spagnola, infatti, si mette in mostra con una difesa al limite. Il finlandese chiede la sanzione che però non arriva, la vittoria, la prima, è del neo arrivato.

Ungheria e Belgio ad incrinare i rapporti

La Ferrari sembra essere nel destino del figlio d'arte che si ripete anche in Ungheria. Stesso bersaglio, stessa modalità, ma stavolta Raikkonen cerca l'affondo: a farne le spese è proprio il ferrarista che danneggia l'alettone e deve rinunciare. Le polemiche arrivano a fine gara, ma non servono per far cambiare idea ai commissari di gara. La Red Bull nicchia, fa finta di niente, protegge il suo nuovo fenomeno proprio come aveva fatto anni prima con Sebastian Vettel. Questo atteggiamento consente a Verstappen di puntare al bersaglio grosso, il focus si sposta sul quattro volte campione del mondo. Il teatro perfetto è Spa-Francorchamps, il luogo ideale la prima curva: entrata decisa e strike, stavolta entrambe le Ferrari sono coinvolte. Non solo scintille in partenza, c'è ancora tempo per un duello con Raikkonen che, come in Spagna e in Ungheria, non riesce a passare. Ancora una volta coda polemica con i due piloti della Rossa che dichiarano apertamente guerra al nuovo fenomeno della Formula 1.

Danno e beffa in Messico

Il resto è storia recente con Sebastian Vettel che, in Malesia, prova la stessa manovra di Verstappen in quel di Spa, senza successo. Il tedesco sperona Rosberg, la penalità è inevitabile. Poi, in Messico, l'apice della rivalità tra la Ferrari e Verstappen che taglia la curva, non ridà la posizione al tedesco, prende la penalizzazione ma finisce per condannare proprio Vettel al 5° posto. Il ferrarista, infatti, cade nella trappola tesa dall'olandese e, per difendersi dall'attacco di Ricciardo, arriva al contatto con l'altro pilota Red Bull che gli costa una penalità di 10 secondi. Oltre il danno c'è anche la beffa. Un rapporto quello di Verstappen con il Rosso che non è certo dei migliori. Mancano ancora 2 gare alla fine della stagione, ancora due incroci prima di mettere la parola fine ad una stagione che per la Ferrari è stata maledetta. La resa dei conti è vicina, il duello in pista con la Red Bull presto emetterà il suo verdetto. La speranza è che non sia condizionato ancora dal cattivo rapporto di Verstappen con il team di Maranello.